mercoledì 29 marzo 2017

PERCHE' I CANI NO E GLI AGNELLI SI'? STORIA DI UN CAPRETTO

Dalle ultime pagine del mio libro ROBA DA SARDI. VE LA DO IO LA SARDEGNA



Avevo sempre sognato un programma politico che avesse escluso per sempre dalla Sardegna gli allevamenti di morte e dunque anche la pastorizia, che, parafrando il Manno, è stata sempre la maledizione del cielo sardo. A causa della pastorizia avevo sempre odiato il Natale e la Pasqua, trasformate ogni anno in una strage di agnelli, gli animali più mansueti della Terra. Ogni volta che si avvicinavano queste feste di sangue aumentavano la mia sofferenza e il mio odio contro una barbara e crudele tradizione che ha contagiato anche gli atei. Avevo inviato una lettera al papa Francesco chiedendo che rompesse il silenzio contro la crudele tradizione dell'agnello pasquale, ucciso per rispettare una antica tradizione ebraica e non cristiana. Gli avevo scritto che dopo il sacrificio della croce non era più necessario immolare animali come si faceva nel tempio-mattatoio ebraico. Avevo aggiunto che un altro S. Francesco, quello da Paola, migliore di quello carnivoro di Assisi, era stato vegano ed era vissuto ben 91 anni, mentre quello di Assisi era vissuto solo 44 anni.
Lo stesso Benedetto XVI, seguendo il S. Paolo della Epistola ai Romani (3,25), aveva detto all'udienza generale del 7 gennaio 2009: "Questo rito - quello ebraico del sacrificio degli animali - era espressione del desiderio che si potessero realmente mettere tutte le nostre colpe nell’abisso della misericordia divina e così farle scomparire. Ma col sangue di animali non si realizza questo processo. Era necessario un contatto più reale tra colpa umana ed amore divino. Questo contatto ha avuto luogo nella croce di Cristo. Cristo, Figlio vero di Dio, fattosi uomo vero, ha assunto in se tutta la nostra colpa. Egli stesso è il luogo di contatto tra miseria umana e misericordia divina; nel suo cuore si scioglie la massa triste del male compiuto dall’umanità, e si rinnova la vita. Rivelando questo cambiamento, san Paolo ci dice: Con la croce di Cristo – l’atto supremo dell’amore divino divenuto amore umano – il vecchio culto con i sacrifici degli animali nel tempio di Gerusalemme è finito. Questo culto simbolico, culto di desiderio, è adesso sostituito dal culto reale: l’amore di Dio incarnato in Cristo e portato alla sua completezza nella morte sulla croce".      
 
Ma nemmeno Benedetto XVI era stato capace di gridarlo ai cristiani affacciandosi alla finestra dante sulla piazza S. Pietro perché cessasse l’identificazione del Natale e della Pasqua con una strage di agnelli o capretti. E per risposta avevo ricevuto dal papa Francesco solo una ipocrita cartolina artistica che rinnovava il silenzio  sulle cristiane stragi di agnelli. E pertanto ero stato costretto ad odiare  anche i papi insieme con i pastori. Quando ero bambino capitò in casa, non mi ricordavo come, un capretto, che era stato regalato a mio padre. Non mi ricordavo per quale motivo mio padre avesse accettato in regalo un capretto vivo. Mi affezionai ad esso come se fosse un cane. Lo portavo a passeggio tenendolo al guinzaglio per fargli brucare l'erba  nella periferia di Cagliari, che allora era un vasto campo erboso su cui sarebbero poi sorti i palazzi della piazza Michelangelo e della piazza Giovanni XXIII. Mi divertivo a giocare con lui in casa alzando una gamba per mostrargli la pianta della scarpa  mentre gli dicevo in sardo: attumba caprittu (urta capretto). E lui prendeva la rincorsa per dare una tenera incornata alla suola della scarpa. Avevo capito che un capretto (o un agnello) non era meno capace di affettività rispetto ad un cane. E allora perché gli uomini si mangiano gli agnelli e non si mangiano i cani? mi domandavo. Anche ciò mi aveva indotto a divenire vegetariano, oltre al fatto di essere rimasto profondamente scioccato, sconvolto, vedendo all'età di 10 anni dei buoi correre impazziti per la via Sonnino dopo essere fuggiti dal mattatoio, che allora si trovava in una strada centrale della città. Piansi amaramente quando fui costretto a separarmi da lui  per volere di mio padre, che disse che non si poteva ulteriormente convivere al terzo piano di un palazzo con un capretto. Ma fui ingenuamente rassicurato che il capretto non avrebbe fatto la triste fine che attende tutti i suoi simili e che il pastore, pagato per questo, l'avrebbe risparmiato tenendolo in vita per la riproduzione. Ma certamente il capretto, prima o dopo, avrebbe fatto la stessa fine. Anche per questo avevo coltivato sempre un odio per i pastori, per una terra, che, tra tutte le regioni italiane, pur avendo una popolazione di soli un milione e seicentomila abitanti, aveva tratto dalla pastorizia la maggiore risorsa economica e il maggiore profitto esportando cadaveri di agnelli, sottratti alle madri piangenti che cercano i loro figli.  Pastori tanto crudeli quanto imbecilli per essere rimasti miserabili conservando la tradizione della produzione del latte ai fini del formaggio pecorino, anche se tratto da pecore malate del morbo della lingua blu o comunque trasmettenti nel latte l’antibiotico del vaccino per pecore, non avendo mai pensato di poter trarre maggior vantaggio economico sostituendo la pecora e la capra sarde, che danno una lana priva di valore, usata per tappeti o per isolanti termici, con altre razze di pecore e di capre dalla lana pregiata, come il cachemire e il merino, in modo da risparmiare i maschi, sapendo che il cachemire del maschio è ancora più pregiato. Una Sardegna che è stata sempre una terra di povertà espressa dal 45% di tutti gli ovini d’Italia pur con una popolazione di un milione e seicentomila abitanti. PASTORI SARDI BASTARDI. Una terra di miserabili che all'EXPO non aveva avuto vergogna di farsi rappresentare soprattutto dal maialetto arrosto nonostante le frequenti pesti suine con relativo abbattimento di migliaia di maiali. Un EXPO baraccone diseducativo e rovinoso per la salute come fiera di tutte le peggiori tradizioni alimentari.       

martedì 28 marzo 2017

FUCK UE

Molte bandiere avevano impresse queste due parole in occasione di una contro celebrazione in occasione della celebrazione dei 60 anni della disgrazia dell'Unione Europea.  Vi è nulla da celebrare. Siamo stati tutti impoveriti dall'UE. Mi si spieghi perché la Norvegia e la Svizzera stanno meglio fuori dell'UE. Mi si spieghi perché la piccola Danimarca, la Svezia, la Polonia, l'Ungheria, pur facenti parte dell'UE, hanno preferito tenersi la moneta nazionale. Mi si spieghi perché ogni anno l'Italia debba partecipare in perdita ai fondi comuni europei. Nel 2016 l'Italia ha partecipato a  questi fondi nella misura di 20 miliardi avendone avuto in restituzione 12 e sotto precisi vincoli di spesa dettati dalla Commissione Europea (formata da gente non eletta). Otto miliardi regalati ad altri Stati, tra cui, prima, la Grecia, al cui salvataggio anche l'Italia ha dovuto partecipare nel prestito europeo di ben 54 miliardi, che non verranno mai restituiti. Nella trasmissione Quinta colonna di oggi sono stati presentati due carrelli di spesa con gli stessi contenuti. L'uno riferentesi ai prezzi in lire del 2001 e l'altro in prezzi in euro del 2017. Ebbene, tutti i prezzi risultavano raddoppiati o quasi. Un solo esempio. Nel 2001 una pizza costava lire 7000, mentre la stessa pizza nel 2017 costava 7 euro, cioè quasi 14.000 lire. E' vero che dal 2011 al 2017 l'euro ha subito una svalutazione del 20%. Ma anche tenendo conto della svalutazione i prezzi risultano del tutto maggiorati, mentre gli stipendi e le pensioni non hanno avuto alcuna rivalutazione. Ne so io qualcosa. I disonesti hanno detto che con l'euro è diminuito il debito pubblico. FALSO. Con l'introduzione dell'euro il debito pubblico è aumentato di circa 500 miliardi di euro. Quando vi era lira stavo molto meglio. La truffa dell'euro è consistita, come ho spiegato dettagliatamente nel mio ultimo libro Roba da sardi. Ve la do io la Sardegna, nell'avere fissato il valore che ogni moneta nazionale aveva nel 1999 rispetto al marco, privando così la lira della sua flessibilità necessaria per competere con i prodotti importati da altri Stati europei. Non si può imporre un'unica moneta ad economie diverse andando contro una legge economica che vuole che il valore della moneta corrisponda all'economia REALE, e non finanziaria, di uno Stato. Invece l'euro è il risultato di una manovra puramente finanziaria. E' errato pensare che la Germania abbia svalutato il marco passando all'euro. La Germania è passata all'euro trasformando in euro il valore che nel 1999 aveva il marco. Dunque l'euro non è altro che il marco travestito da euro. Molti pensano che la Germania abbia svalutato il marco passando all'euro perché corrotti dalla disonesta propaganda pro euro. Se oggi l'Italia tornasse alla lira la Germania verrebbe messa economicamente in ginocchio perché non potrebbe  competere con i corrispondenti prodotti italiani, risultanti competitivi perché meno costosi. Nel 1992 la lira venne svalutata del 20% con una inflazione del solo 5%. Le esportazioni decollarono subito mandando in forte attivo la bilancia dei pagamenti nel rapporto import/export. Una lira svalutata non modifica affatto il mercato interno perché le industrie sarebbero costrette ad adeguare i loro prezzi alla minore capacità di acquisto di una lira svalutata. L'Unione Europea è il risultato di un'utopia politica trasformatasi in una criminalità finanziaria. Occorre un referendum consultivo per stabilire che cosa ne pensi la maggioranza degli italiani. Consultivo perché purtroppo il micidiale e antidemocratico art. 75 della Costituzione impedisce un referendum abrogativo sui trattati internazionali. Ma in Gran Bretagna vi è stato un referendum consultivo, eppure il risultato è stato la Brexit, contro tutti coloro che paventavano chi sa quanti disastri per l'economia britannica. Non vi sarà alcun disastro, e il tempo, galantuomo, dimostrerà che è stata una scelta giusta pur contro gli interessi criminali della finanza internazionale di cui è espressione la City di Londra.          

lunedì 27 marzo 2017

INFERIORITA' DELLA MUSULMANA ANCHE NELLA "PREGHIERA" AD ALLAH

Ricevo da un mio corrispondente da Torino G.M. la risposta alla domanda che gli avevo posto privatamente circa lo svolgimento della "preghiera" delle musulmane nella loro distinzione e separazione dagli uomini. Pare che anche le donne debbano stare con i culi in aria. Così li chiamava Oriana Fallaci evidenziando il loro ridicolo anche nel "pregare" recitando versi del Corano. Ecco la risposta, che però non ha tenuto conto di vecchi impossibilitati ad inginocchiarsi con la testa a terra e di disabili.
 
Per quanto a mia conoscenza, la preghiera delle donne musulmane di tipo "congregazionale" (= cioè la preghiera tenuta dentro la moschea ovvero in qualunque altro spazio dove degli uomini musulmani abbiano deciso di pregare, tipo : una sala, un teatro, sotto un tendone, o in una piazza, strada, campo, parco, etc) implica il rigore della "sharia" :
1) tutte le donne devono, quanto alle posture del corpo, osservarle secondo ritualità e progressioni praticamente analoghe a quelle dei maschi: pertanto devono, secondo le varie fasi della preghiera, anche loro stare con fronte a terra e deretano al vento (nonché in piedi, sedute, inginocchiate etc); ciò vale per donne di qualsiasi età, condizione sociale o stato civile; la "prostrazione" (tragicomica) del corpo risulta essere la manifestazione dello stato di perenne sottomissione della persona ad "allah";  
2) tutte le donne devono restare sempre alle spalle degli uomini e distanti da loro almeno quel tanto che se una donna parlasse con tono di voce normale -a seconda del sito prescelto- tutti gli uomini innanzi a colei non possano sentirne la voce;
3) tutte le donne devono essere allineate in file parallele a quelle degli uomini innanzi a loro;
4) tutte le donne devono essere totalmente coperte con vesti o sudari comprese le mani, le caviglie e i piedi; il volto può restare scoperto ma solo dalla arcata sopracciliare al mento, e ai lati: metà zigomi (altrimenti la preghiera non è valida); naturalmente è ammessa la "bacucca" (termine in lingua italiana corretta per "burqa", "nikab", e altri teloni similari) cioè quel sudario che copre completamente il corpo della donna e ha solo due fori o una retina all'altezza degli occhi;
5) tutte le donne devono sempre tacere, o -al massimo, se vi è un "imam" (cioè colui che dirige la recita delle varie preghiere le quali altro non sono che versetti delle varie "sure" coraniche letti -o scanditi a memoria- meccanicamente; risulta loro proibito pronunciare qualsiasi commento o frase diversa dal "testo sacro")- possono ripetere le "sure" del momento, a voce molto bassa. Praticamente, solo mormorarle. Proibito pronunciare altre parole anche singole;
6) la funzione di un imam - donna = risulta ammissibile (solo per guidare la preghiera delle donne) : in questo caso colei sta al centro della prima fila di donne che pregano; ovviamente è proibito un imam-donna che conduca la preghiera degli uomini. Consentito è il caso opposto. In caso di "assemblea" cioè di riunione di tante donne e di un uomo solo, questi è necessariamente l' "imam" della compagnia. 
La ritualità islamica è piuttosto complessa, pertanto potrebbero -sullo specifico punto della "preghiera femminile"- rilevarsi delle variazioni secondo le varie "scuole coraniche" ( più e meno numerose e diffuse ) rispetto a quanto sopra. Ma i punti della "gestualità" e della "separazione netta" tra maschi e femmine risulta siano costantemente prescritti e osservati.
In genere, le donne musulmane effettuano la preghiera in luoghi "collettivi" solo se la stessa è debitamente organizzata e coordinata dagli uomini, vietato il caso contrario; altrimenti, di regola esse pregano nel privato della loro abitazione, da sole o solo con familiari femmine.
N.B. pare che dove un musulmano [maschio] prega, quella divenga "per sempre" terra musulmana...stando alla "sharia".
Nel luglio del 2015 ho assistito alla "preghiera di fine-ramadan" [che con la solita inammissibile e pelosa benevolenza il sindaco catto-comunista di Torino aveva consentito si svolgesse in un campo sportivo, e in altri vari siti pubblici della Città, senza farne pagare la occupazione come di norma richiesto per altre attività private] e la "cerimonia" (grottesca) della durata complessiva di circa due ore prediche comprese, in arabo per noi incomprensibile ovviamente, si è svolta -per ciò che concerne le non molte donne ivi presenti- secondo quanto sopra indicato.
Notoriamente, la preghiera islamica è valida solo se recitata in lingua araba (arabo classico). Pare che la  -accidentale o voluta -  interruzione con voci, rumori o altri atti da parte di persone non musulmane nei paraggi, implichi la totale nullità della sessione di preghiera in corso.
Sto meditando che la prossima volta che venissi a trovarmi -ovviamente in luogo pubblico- nei pressi di una tale sceneggiata, potrei, affettando indifferenza, chiedere allo "imam" : SCUSI, SA MICA DIRMI PER FAVORE DOVE SONO I GABINETTI ? 
Osservo che se ci si trova in "luogo pubblico" (e un campo sportivo comunale lo è), in Italia non è ammesso pretendere di separare i maschi dalle femmine. Ma a quanto pare alle femmine islamiche-vere ciò sta bene. 
Cordiali saluti da Torino. A presto. G.M.   

domenica 26 marzo 2017

PERCHE' "PREGANO" (FACCIO PER DIRE) CON I CULI IN ARIA?

Tutti avranno visto come questi culi in aria "preghino". E poi ogni tanto sollevano la testa stando sempre in ginocchio. E così ripetutamente. Nelle moschee non esistono banchi o sedie. Tutti in ginocchio con la testa in giù e il culo in aria per sottomissione. Infatti islam significa sottomissione. Si può dire che nella loro "preghiera" vi è una certa coerenza. La loro testa è priva di cervello, ceduto al Corano, e abbassandola sino a toccare terra la offrono al sanguinario Allah, da cui sono disposti a farsi inculare offrendo ad Allah anche il culo nella loro posizione di "preghiera". Non è possibile immaginare maggiore sottomissione, dalla testa al culo. Mi sono sempre domandato: ma quelli che per vecchiaia o per disabilità (per esempio stando in carrozzina) non possono inginocchiarsi come fanno a "pregare" Allah? Qualcuno me lo spieghi. Inoltre non ho mai visto donne musulmane pregare, anche se so che possono entrare nelle moschee, ma stando ben separate dagli uomini e fuori dei loro sguardi .  O chiuse in una stanza della moschea o dietro gli uomini perché non possano distrarre gli uomini da Allah. Cosicché esse possono distrarsi guardando i culi degli uomini ma gli uomini non possano distrarsi guardando i culi delle donne.  Ma come pregano le donne? Anch'esse con la testa per terra e con i culi in aria? Pare che possano pregare anche stando sedute per terra e che per esse non sia una regola stare con la testa in già e con il culo in aria. Qualcuno mi spieghi anche questo.  Ma in questa foto si vedono le donne anch'esse con il culo in aria da offrire ad Allah...alla pecorina.

Risultati immagini per donne musulmane in preghiera
    

venerdì 24 marzo 2017

LA PREGHIERA DI UN VERO CRISTIANO CONTRO L'ATTUALE PAPA

Certamente non sono io il vero cristiano, essendo un ateo-agnostico dall'età di vent'anni. Otto anni di salesiani (di cui quattro da interno) mi hanno aiutato a diventare ateo. Dura disciplina negli studi (lo riconosco) ma accompagnato da un'educazione religiosa fatta di scorpacciate di messe (ogni giorno per interni ed esterni e due la domenica per gli interni). Cristianesimo vissuto come pura ritualità nelle solite formule catechistiche prive di approfondimento storico critico. L'attuale papa ama proprio questo. Ha bisogno dei bagni di folla per nascondere la povertà di una Chiesa cattolica ridotta a fare da stampella all'islam. Povertà di un'Europa che non ha voluto riconoscere nel suo Trattato le sue radici greco-romano-cristiane. Non ha armi contro l'islam. Le avrebbe ma con questo papa non le vuole usare. Ma vi è da rimpiangere la famosa lectio magistralis di Benedetto XVI a Ratisbona, che suscitò le dure e forsennate reazioni di un mondo musulmano votato a non avere cervello a causa del Corano, la più grande disgrazia della storia. L'Europa sta raccogliendo ciò che ha seminato con il suo relativismo. Un papa folkloristico baciabambini che nasconde la sua povertà di pensiero con le grandi adunate volendo dare ad intendere di avere un grande seguito, mentre le chiese si stanno svuotando e le moschee si riempiono con la sua benedizione.    
   
POPE BENEDICT LEAVES AFTER WEEKLY AUDIENCE AT VATICAN
 

Sua santità l'imam Jorge Bergoglio


Questo Papa marxista dice: "l'Islam non è una religione violenta, il Corano è un libro di pace, e il terrorismo non è l'Islam".
Ehi Papa, parli sul serio? Lo sai che sei un bersaglio principale dei fondamentalisti islamici? Si dovrebbe davvero leggere una copia del Corano prima di ingannare il pubblico. Ti sei dimenticato che un musulmano è arrivato vicinissimo ad uccidere uno dei suoi predecessori?

giovedì 23 marzo 2017

FORZA ISLAM!

Fagliela vedere a questa Europa di sgoverni che ne stanno distruggendo l'identità, perché solo così vi è da sperare che finalmente i popoli europei accecati dall'ideologia della società multietnica e multiculturale siano capaci di recuperare la vista e capiscano che bisogna dare voti ai partiti nazionalisti che segnino la fine di una costruzione artificiosa come l'UE che ha impoverito tutti gli Stati dell'UE tranne la Germania che ha colonizzato l'Europa. Fagliela vedere a coloro che credono da illusi nell'integrazione con i musulmani perché abbiano alla fine il coraggio di ribellarsi.  

  A Padova ci sono mattacchioni preveggenti

Simone Vichi: Ma va bán a caghér!


Roberto Cenacchi: Sì, sì, vieni a chiedermi il voto.


Mina Sole: Poligamia? E non gli basta una moglie? Occorre quella di ricambio!


Pedrazzini Luca: Cazzo. Spero sia uno scherzo.


Giuseppe Marchetti: Via l’Islam dall’Italia e dall’Europa!


Adriano Jadran-savarin: Se volete che vincano votate semplicemente i comunisti e i loro amici traditori.



Lo Stato, boia dei suoi sudditi

Marco Pistis: Ma quali braccia che lavorano! La maggior parte dei migranti si fanno portare in Italia per incocciarle e vivere alle spalle dei lavoratori italiani; gli altri le usano per rubare o spacciare!

Mary T. Banfad: È tattica. Un operaio italiano gli costa 20 euro a ora. Manovalanza nera gli costerà 5 euro al giorno. Questo sarà il futuro dell'Italia.

Ernesto Pettinato: Si chiama alto tradimento con annessa pena capitale.

Attilio Ramirez: D'accordissimo!

Amalia Sciorio: Se ne devono andare! Fate qualcosaaaaaa!

mercoledì 22 marzo 2017

L'ITALIA NON C'E' PIU'

E' il titolo dell'ultimo libro di Giampaolo Pansa, che alla fine della trasmissione Di Martedì ha detto che l'Italia è ormai come il Titanic che sta navigando verso la catastrofe a causa dell'invasione che stiamo subendo dall'Africa. Ha aggiunto che bisognerebbe avere bisogno non di politici ma di eccellenze politiche che siano capaci di una profonda ristrutturazione dello Stato. Ma Pansa ha fatto di tutte le erbe un fascio. Esiste un'unica soluzione per non affondare come il Titanic. Isolare la falsa sinistra abbandonando i sinistronzi alle loro faide perché si distruggano a vicenda. Sino a quando vi sarà una massa di folli che con il loro voto permetterà che l'Italia sia governata da un Partito della Demenza o della Disonestà (PD) con i suoi affiliati non vi è speranza. Si può leggere il libro di Pansa (tranne alcune pagine necessariamente saltate non potendosene dare una lettura completa se non violando i diritti d'autore) in 

L' Italia non c'è più. Come eravamo, come siamo - Giampaolo Pansa ...

lunedì 20 marzo 2017

TANTO RUMORE PER NULLA. RAI LIBERTICIDA

Hitler riteneva che i russi, come tutti gli slavi, fossero un popolo inferiore. Secondo lui non appartanevano alla razza ariana. E allora perché volle un'alleanza con il fascismo? Era Mussolini di razza ariana? Erano gli italiani di razza ariana? Certamente i russi, data la loro fisionomia sono di razza ariana. Il biondo predomina nella popolazione russa. Dunque non poteva considerare  i russi un popolo inferiore. Aggiungasi la considerazione che in Russia vi è la Chiesa cristiano- ortodossa,  baluardo contro il relativismo in cui si sta infognando la Chiesa cattolica con questo papa nel suo dialogo con i musulmani, la lebbra della Terra. La Russia dopo il 1453, cioè dopo la disgraziata fine dell'impero bizantino con la caduta di Costantinopoli, dovuta principalmente all'Europa cattolica che non volle intervenire per impedire l'invasione dei turchi, si proclamò orgogliosamente TERZA ROMA. Dal XIX secolo la Russia è stata patria di grandi scienziati, letterati e musicisti. Più che l'Italia nello stesso periodo. Dal punto di vista razziale si dovrebbe arrivare alla conclusione che sarebbe meglio migliorare la razza italiana con matrimoni di italiani con russe. Certamente meglio un'invasione di russe che un'invasione di negri e di arabi, come sta avvenendo. Razze culturalmente inesistenti. Oggi sarebbe meglio un'alleanza con la Russia (e vi è da sperare che Trump lo capisca) piuttosto che la schiavitù di una farsa di Unione Europea e di un euro moneta straniera. La Russia oggi rappresenta la vera identità europea contro il meticciamento di un'Europa occidentale invasa da negri ed arabi, e dunque anche da musulmani. 
Prescindendo dai punti del cartello apparso nella trasmissione dove si decantavano i pregi delle donne russe. Non importa che tali pregi fossero veri o falsi. La Rai ha forse voluto difendere la superiorità delle donne italiane? Come dimostrarlo? Impossibile. Ognuno deve essere padrone di esprimere i propri giudizi sull'argomento. Uno preferisce un'italiana (moglie e buoi dei Paesi tuoi)? Se la tenga. Uno preferisce una russa? Se la tenga. 

Tradita e sotto assedio
L'Europa sta morendo


"Meglio le donne dell'Est"
E la Rai chiude il programma

Polemica per "i 6 motivi per scegliere le donne dell'Est". Campo Dall'Orto: "Contraddetta la mission della Rai"

7 ore fa
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domenica 19 marzo 2017

TRIBUNALI ITALIANI CHE SI ARROGANO LA COMPETENZA TERRITORIALE DI GIUDICARE CRIMINI COMMESSI IN LIBIA

Siamo arrivati anche questo assurdo. Un criminale libico organizza in Libia un carcere dove sequestra individui provenienti dall'Africa subsahariana e li sevizia, stupra delle donne perché si sbrighino a telefonare alle loro famiglie con la richiesta di altri soldi non bastandogli quelli che già avevano avuto. Arrivati i soldi li mette sui barconi e con il solito telefono satellitari manda una richiesta di soccorso a poche miglia della Libia. Una volta sbarcati in Sicilia sfugge al linciaccio di coloro che aveva illegalmente stipato nei barconi. Ma il Tribunale lo incarcera subito per tutti i reati commessi in Libia. In uno situazione internazionale normale questo criminale avrebbe dovuto essere estradato nello Stato di provenienza in cui i crimini erano stati commessi. Non vale obiettare che in Libia vi è il caos con due governi avversari (di Tripoli e di Tobruk) che non hanno la capacità di controllo su tutto il territorio libico. Nemmeno su quello che teoricamente dovrebbe essere attribuito al governo di Tripoli o a quello di Tobruk. E così, in violazione delle norme internazionali, i Tribunali italiani si arrogano il diritto di giudicare crimini per cui non hanno alcuna competenza territoriale non essendo stati commessi in Italia. Ma sono poi da discolpare coloro che si mettono nelle mani di organizzazioni criminali che sfruttano la tratta di essere umani? Ormai è chiaro che vi è una organizzazione criminale costituita da coloro che hanno interesse in Italia ad usufruire di queste invasioni dall'Africa per lucrare con i finanziamenti dello Stato alle cooperative dei centri di accoglienza. Ma i Tribunali di ciò tacciono considerando solo la fase intermedia, quella dell'accoglienza, senza considerare che i falsi profughi sono quelli che favoriscono e arricchiscono sia i criminali libici sia il punto di arrivo che è il terminale di questa organizzazione criminale costituito da coloro che in Italia si arricchiscono con il buonismo dell'accoglienza. I falsi profughi sono i mandanti di coloro che vengono poi accusati di sequestro di persone, di schiavizzazione e di stupro. Sanno che cosa li attende e tuttavia preferiscono percorrere anche 5000 km per arrivare nell'inferno della Libia, diventata tale dopo l'assassinio di Gheddafi di cui fu responsabile la Nato, tra cui principalmente gli Stati Unuti di Obama, la Francia del trombato Sarkozy e l'Italia del Peggiore (Napolitano), che volle che il governo di Berlusconi (imbelle e traditore di Gheddafi) partecipasse al bombardamento della Libia. Ecco i risultati.      Napolitano: La mummia parla ancora