martedì 24 ottobre 2017

FALSI STUPRI CON FALSE VITTIME

Prima o dopo mi sarei sentito costretto a pormi questa domanda: quando vi è veramente stupro? Sono stato sempre convinto che sia impossibile che un "maschio" (evito di dire uomo) possa da solo violentare da solo una donna se non usa dei mezzi che le rendano impossibile reagire, e questo può avvenire solo se il maschio minaccia prima la donna di violenza non sessuale usando un'arma che può essere una rivoltella, un coltello, una percossa, specialmente in testa, che metta a repentaglio la sua vita o, quanto meno, le faccia perdere la resistenza fisica. E' infatti impossibile che avvenga una violenza sessuale senza avere messo in atto una violenza non sessuale. Se la donna chiude le gambe non vi è forza fisica di un solo maschio, per quanto forte sia, che possa riuscire a farle aprire le gambe. Come dimostra lo stupro subìto da una polacca stuprata a turno da due criminali marocchini e da un nigeriano. Uno le teneva ferme le braccia e l'altro le allargava le gambe mentre il terzo ne abusava. Da solo nessuno dei tre deliquenti sarebbe riuscito a stuprarla.

Stupri di Rimini, i quattro arrestati rischiano pene sopra i 20 anni. La ...

bologna.repubblica.it/cronaca/2017/09/04/news/polonia_estradizione-174607006/
04 set 2017 - RIMINI - La Polonia chiederà l'estradizione dall'Italia dei quattro presunti autori della violenza sessuale nei confronti di una turista polacca e ...

  Qui non voglio fare nomi anche perché non è necessario. Ma chi legge capisce a chi  mi riferisco. Chi ha sollevato il caso è un attricetta italiana che non ha mai avuto successo perché non dotata affatto di particolare talento. Ha detto che il famoso produttore americano in una stanza d'albergo uscì dal bagno chiedendole di farle un massaggio, con una evidente richiesta di sesso. Costei dopo vent'anni ha creduto di dover liberarsi in una sorta di catarsi dell'episodio vissuto. Ha detto che il produttore era alto tre volte lei e largo quattro volte lei, e di fronte a una simile figura di potenza fisica ha dovuto sopportare l'asserita violenza fisica. Ma quale violenza fisica? Se l'è inventata. Ha usato contro di lei una violenza fisica non sessuale prima dell'asserita violenza sessuale? No. Dice lei stessa che non vi fu prima alcuna violenza non sessuale. E allora che va dicendo? Poteva aprire la porta della stanza e andarsene magari dopo avergli sputato in faccia con parolacce. Non l'ha fatto perché altrimenti non avrebbe fatto il film promessole. Del produttore si può dire che è un individuo moralmente schifoso. Ma non ha commesso alcun reato. Vi è stato solo un baratto, come ha scritto Vittorio Feltri. Troppo comodo accusare un produttore e un regista dopo tanto tempo pur dopo avere ricevuto vantaggi dal baratto. Molto migliori ed oneste le donne che hanno subìto lo stesso baratto e non hanno mai "denunciato" gli asseriti, quanto falsi, stupratori. Esse hanno accettato la regola di alcuni, non molti, potenti produttori o registi che hanno voluto non tanto godere di favori sessuali quanto esibire il loro potere. Perché di puttane professioniste ve ne sono tante assai più belle e attraenti di questa attricetta di terza serie. Più oneste di tante aspiranti attricette. Diciamo la verità. In tali casi non si tratta tanto di orgasmi sessuali quanto di orgasmi del potere. E di questi orgasmi del potere hanno voluto usufruire molte attricette. E tutte quelle che ora hanno voluto vigliaccamente formare un coro di false denunce dovrebbero stare attente perché non hanno nemmeno uno straccio di testimonianza per dimostrare di essere state (falsamente) stuprate o comunque sottoposte al ricatto del do ut des. Se hanno fatto i nomi dei falsi stupratori o degli autori del ricatto stiano attente perché sono esse passibili di calunnia in mancanza di dimostrazione. Ma pare che l'unico nome fatto sia quello del famoso produttore di Hollywood, di cui è inutile fare il nome perché ormai conosciuto su tutti i giornali del mondo. Questo produttore non ha subito e non subirà alcun processo. Perché? E' evidente. Perché chi l'ha falsamente denunciato di fatto non ha mai sporto denuncia in un tribunale, non avendo uno straccio di prova che dimostri di di avere subito una violenza sessuale, e tanto meno una violenza fisica non sessuale. E' il produttore che potrebbe, anche se in malafede, denunciare l'attricetta italiana per calunnia, come tutte le altre. E sarebbero esse a rischiare una condanna per calunnia in mancanza di prove. Perché il baratto non è reato. Sarebbe stato meglio che questa attricetta e le altre fossero rimaste zitte invece di cercare di farsi propaganda come false vittime. Vittime di un baratto che esse liberamente hanno accettato.   
E voglio terminare con un esempio. Mi sono sempre domandato se una delle più famose attrici italiane, oggi ottantenne, per me nemmeno tanto bella - anzi l'ho sempre considerata d'aspetto volgare (da vulgus), una popolana, anche se poi è riuscita a raffinarsi un poco nell'aspetto - avrebbe avuto il successo mondiale che ha avuto se non avesse sposato l'allora più famoso, anche se brutto,  produttore italiano. Non si mette in dubbio il suo talento, ma quante altre attrici, pur dotate di talento, non hanno avuto lo stesso successo? Altrettanto dicasi di una famosa e bravissima attrice, che tuttavia iniziò la sua carriera divenendo amante di un famoso regista. Altre non hanno trovato il produttore o il regista che le abbia sposate o con cui abbiano avuto una lunga relazione sessuale. "Così è (se vi pare)", per dirla con Pirandello.                    

domenica 22 ottobre 2017

LA VERA FACCIA DELL'INTEGRAZIONE

Il museo degli orrori dell’integrazione






Chi sono? 16 donne tedesche che hanno accettato di comparire sui giornali in questi giorni in Germania: sono state aggredite e stuprate da immigrati e questo è quello che il Pd ha creato in tutta Europa.

sabato 21 ottobre 2017

TRASMISSIONE CARTABIANCA...

...di Bianca Berlinguer, figlia di Enrico Berlinguer. Chissà come ha fatto carriera in Rai con quel cognome. Prima dirigeva Rai3 e poi le hanno dato la trasmissione cartabianca. Che farne? Risponde Totò. 

Totò io ho carta bianca - YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=Bx8WMlkkC2I
13 nov 2009 - Caricato da Paolo Sammartino
Badate io ho carta bianca.........e ci si pulisca il ......... - Duration: 2:21. SNN PLG 335,418 views · 2:21 ...

Totò i due colonnelli carta bianca - YouTube

https://www.youtube.com/watch?v=Wt2mZcvLrgs
12 set 2014 - Caricato da TheMrGame s 
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venerdì 20 ottobre 2017

PLATONE CONSIDERA L'IUS SOLI CAUSA DELL' ANARCHIA E DELLA CORRUZIONE

Nel libro VIII (563a) de La Repubblica di Platone si legge:
"E così, mio caro, dissi, vi nasce l'anarchia e si insinua nelle dimore private e si estende fino alle bestie. In che senso possiamo dire una cosa simile?", domandò.
"Nel senso", risposi, "che ad esempio un padre si abitua a diventare simile al figlio e a temere i propri figli, il figlio diventa simile al padre e pur di essere libero non ha né rispetto né timore dei genitori; un meteco [23] si eguaglia a un cittadino e un cittadino a un meteco, e lo stesso vale per uno straniero".
"In effetti accade questo", disse.
Platone paragona l'innaturale eguaglianza tra padre e figlio all'innaturale eguaglianza non solo tra un cittadino e uno straniero ma anche tra un cittadino e un meticcio. Evidentemente Platone teneva presente il pericolo che anche un meticcio potesse cancellare l'identità etnica degli ateniesi. 
Ma ho scoperto che molti ignoranti hanno confuso ciò che ha scritto Platone con ciò che ha scritto Indro Montanelli commentando e sviluppando le frasi di Platone. Montanelli è ancora più chiaro di Platone circa le conseguenze negative dell'ius soli. 
 In nome di una libertà che divora ogni regola
Quando la città retta a democrazia si ubriaca, con l’aiuto di cattivi coppieri, di libertà confondendola con la licenza, salvo a darne poi colpa ai capi accusandoli di essere loro i responsabili degli abusi e costringendoli a comprarsi l’impunità con dosi sempre più massicce d’indulgenza verso ogni sorta d’illegalità e di soperchieria; (...) quando il cittadino accetta che, di dovunque venga, chiunque gli capiti in casa possa acquistarvi gli stessi diritti di chi l’ha costruita e c’è nato; quando i capi tollerano tutto questo per guadagnare voti e consensi in nome di una libertà che divora e corrompe ogni regola ed ordine, c’è da meravigliarsi che l’arbitrio si estenda a tutto, e che dappertutto nasca l’anarchia e penetri nelle dimore private e perfino nelle stalle?

Da «La Repubblica», cap. VIII, di Platone Libera traduzione di Indro Montanelli, maggio ’92 tratto da «La stecca nel coro», Rizzoli 
L'ignoranza dominante si internet ha fatto sì che venissero prese come frasi di Platone quelle scritte da Montanelli solo perché Montanelli ha fatto riferimento all'VIII libro della Repubblica di Patone. Intendiamoci: Montanelli non è andato contro Platone, di cui ha ulteriormente chiarito i guasti prodotti da un ius soli con l'esempio che è inconcepibile che un cittadino a chiunque gli capiti in casa possa riconoscere gli stessi diritti di chi l'ha costruita e vi abita da quando vi è nato. Evidentemente Montanelli riteneva, conformemente al pensiero di Platone, che la casa fosse lo Stato e che gli stranieri non potessero acquisire la cittadinanza di uno Stato solo per essere entrati nel suo territorio. Ecco alcuni esempi di ignoranza nell'attribuzione delle frasi di Montanelli a Platone, nonostante la sostanza del pensiero sia la stessa.

Platone – La Repubblica Cap. VIII, Atene 370 A.C. | Ultima Visione

https://ultimavisione.wordpress.com/.../platone-la-repubblica-cap-viii-atene-370-a-c-2...

SORPRESA, Platone era contro lo ius soli. E Aristotele contro la ...

www.intelligonews.it/editoriali/.../sorpresa-platone-era-contro-lo-ius-soli-e-aristotele-e...

Platone contro l'immigrazione: 'E' la più grande sciagura' | Vox

https://voxnews.info/2015/05/.../platone-contro-limmigrazione-e-la-piu-grande-sciagu...

Identità.com » Platone contro il ministero dell'integrazione

identità.com/blog/microposts/platone-contro-il-ministero-dellintegrazione/

L'ORRENDA BARBARIE DELLA SUBCULTURA PASTORALE SARDA

Non ho altri commenti da fare. Nel mio libro Roba da sardi. Ve la do io la Sardegna ho documentato come la pastorizia in Sardegna sia stata la maggiore maledizione di questa terra. E' la fonte di tutte le maggiori crudeltà. Una terra di 24.000 kmq con una popolazione di soli un milione e 600 mila sardi ma con una popolazione di almeno circa 5 milioni di ovini.  Popolazione di mungitori e uccisori di pecore. Popolazione di vittimisti che pretende con un Consiglio regionale specchio dell'inciviltà sarda di dover pagare 800 milioni di euro di tasse in meno, ma senza dire quanti sono i miliardi che la Regione Sardegna ottiene ogni anno per finanziamenti dal governo di Roma. Senza tali trasferimenti la Sardegna dopo un mese morirebbe di fame. Non essendoci nemmeno più i soldi per finanziare tutti i servizi pubblici. Io ho proposto l'unica soluzione politico-economico-militare per fare uscire la Sardegna dallo stato di povertà, anche abolendo la pastorizia, la maledizione del "cielo" sardo", direbbe lo storico Giuseppe Manno, le cui opere di storia ho riassunto nel mio libro. Ma per attuare il mio programma, che permetterebbe anche l'indipendenza della Sardegna, bisognerebbe cambiare quasi tutta la popolazione sarda, che mai fu un popolo. Allevamento (di morte), maltrattamento e crudeltà vanno sempre insieme. Non sono stati risparmiati nemmeno 4 cani maremmani. Un quinto è riuscito a sfuggire pur ferito. Questo assassino dovrebbe essere giustiziato. Ma purtroppo rimarrà libero dopo una denuncia. Per che cosa? 
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/non-riesce-pi-vendere-latte-pastore-sgozza-lintero-gregge-1454002.html

Pastore sgozza 135 pecore e 4 cani maremmani. Denunciato in ...

www.quotidiano.net › Benessere › Animali
19 ore fa - Pastore sgozza 135 pecore e 4 cani maremmani. ... che ha tagliato la gola a ben 135 pecore e torturato e sgozzato i 4 cani maremmani. ... come riporta L'Unione Sarda pubblicando un'intervista al capitano della Polizia ...

      

giovedì 19 ottobre 2017

UN TRENO CHE DOVRA' DERAGLIARE

Non si sa, perché i giornali e le TV non lo dicono, da dove il BOMBA abbia preso i soldi per affittarsi un treno con cui andare ad "ascoltare", dice lui, i cittadini. Ma chi vuol prendere ancora per il culo costui, che con faccia da culo cerca ancora di incantare gli imbecilli dopo tre anni di disastri allo sgoverno e dopo avere giurato che, se avesse perso al referendum del 4 dicembre 2016, si sarebbe ritirato dalla politica? MENDACE! L'unica cosa che si merita è che il treno deragli in modo che colui che è stato eletto al Quirinale per suo volere gli porti presto dei fiori sulla tomba. 

Il politico più fanfarone della storia della Repubblica








Ieri sera la Gruber ha preannunciato, con visibilio, compensato dal mio sdegno, che stasera il suo ospite sarà Renzi. Mi chiedo, chi ha ancora voglia di farsi prendere in giro dalle sue mirabolanti promesse, regolarmente poi smentite dai fatti. Abbiamo una classe politica compromessa, inadeguata, italianofobica, salottiera e vergognosamente privilegiata, impossibile di peggio, ma lui, col suo trenino e i suoi intrighi palazzinari, ne è proprio il simbolo. Vedremo poi gli ascolti e.....l'amarezza!

Un treno senza ritegno







Se si intende girare l’Italia in treno, per stare tra la gente, si sale su un treno di linea, senza scorta, perché è lì che trovi la gente comune. Se si intende prendere in giro, per l’ennesima volta, gli italiani, si sale su un treno dedicato, pieno zeppo di militanti e giornalisti asserviti. Quella non è gente comune, quelle sono persone di parte, in verità della parte sbagliata.

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La fine ingloriosa di un buffone


Testo di Francesco Spizzirri

Ecco i filmati dell’arrivo di Renzi alle stazioni di Termoli, Vasto e Ascoli, ecc. E sono città e regioni comuniste! Lo standard è “buffone”, seguito da “Pinocchio”. Ascoltate le cagate e le bugie quando è rintanato in una COOP. Su You Tube è pieno di filmati. Pinocchio viaggia su un treno da 400.000 euro, sangue degli italiani e ad attenderlo c’è una Audi 6 con scorta. Ma chi è così imbecille da votare ancora il PD?




 

   

lunedì 16 ottobre 2017

IMPARARE IN TAL CASO DALLA CINA: FUORI LEGGE IL CORANO

Solo gli ignoranti o i disonesti in Europa credono di poter integrare i musulmani, distinguendo i cosiddetti moderati dagli estremisti, senza considerare, come vado ripetendo da sempre, che non esiste un Corano moderato. Maometto è stato la più grande disgrazia della storia. Il Corano è pieno di frasi che predicano la violenza contro i miscredenti (compresi i cristiani) sino a giustificare l'omicidio di massa. E questo sarebbe il testo in base al quale essi dicono di pregare. La chiamano preghiera. Incredibile. E' evidente che le moschee non possono non essere centri di propaganda della violenza. Nel Medievo la Chiesa cattolica aveva proibito la lettura dell'Antico Testamento per paura che i cristiani cessassero di essere tali. Ed aveva ragione. L'Antico Testamento è infatti un testo che può solo far perdere la fede ai cristiani giacché il dio dell'Antico Testamento è un dio degli eserciti che si schiera a favore dei soli ebrei essendo ispiratore di tutte le stragi e di tutti i massacri operati dagli antichi ebrei a danno delle popolazioni autoctone della Palestina, non interessandogli l'esistenza di altre popolazioni. Per il dio ebraico, cioè per gli antichi ebrei che si inventarono il dio Yahweh, la popolazione umana si divideva tra ebrei, il popolo eletto, e non ebrei. Non vi fu popolo più razzista di quello ebraico. Tuttora in Israele la cittadinanza si identifica con l'appartenenza alla razza ebraica. Gli arabi che appartengono allo Stato di Israele sono considerati cittadini di serie B. Vengono accettati solo per necessità, giacché hanno accettato di continuare a vivere nel territorio dove dopo la guerra è sorto lo Stato di Israele. Alla faccia di coloro che in Europa predicano l'ius soli. In Israele l'ius soli sarebbe una bestemmia. Però gli ebrei in Europa sono i primi a volere la destabilizzazione e il meticciato dei popoli europei, in modo da poter dominare su popoli che abbiano perso la loro identità. Essi sono internazionalisti e multiculturali per convenienza in casa degli altri ma non in casa loro. Ma vi è una grande differenza tra l'Antico Testamento e il Corano. Mai gli ebrei hanno preteso di convertire altri popoli al loro dio Yahweh. Infatti è lo stesso Yahweh che si dichiara geloso del suo popolo, proibendogli di mischiarsi con altri popoli. Per questo sono l'unica popolazione dell'antica Palestina sopravvissuta sino ai giorni nostri. I popoli europei dovrebbero imparare proprio dagli ebrei per conservare la loro identità e impedire che essa venga cancellata dalla scellerata politica della società multiculturale e multirazziale.  

Il Corano vietato in Cina come la Bibbia nel Medioevo in Europa



I comunisti cinesi usano il pugno durissimo contro gli islamici: il governo ha dato ordine alla polizia di ritirare tutte le copie del Corano, i tappetini usati nelle preghiere e qualsiasi oggetto che riconduce all’Islam, in più proibisce l’utilizzo di burqa, veli islamici e barbe. Per una volta dovremo prendere esempio dai comunisti e bloccare la lenta islamizzazione dell’Occidente. È una forte stretta che va a toccare i fedeli musulmani quella decisa dalle autorità in Cina, che hanno chiesto – o meglio dire preteso – che siano consegnate tutte le copie del Corano in circolazione, ma anche i tappetini utilizzati per la preghiera e qualsiasi oggetto riconducibile alla religione. Un provvedimento duro nei confronti dell’Islam, di cui rende conto Radio Free Asia e che sta andando a colpire soprattutto nella regione dello Xinjiang, terra della minoranza turcofona degli uiguri, ma anche di kazaki e kirghizi con i quali hanno in comune proprio il credo.

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sabato 14 ottobre 2017

LA SINISTRA CONTRADDIZIONE DELL'IUS SOLI

Sinistra anche nel senso di funesta. 
In una trasmissione (chakra) vi era un negro senegalese che è venuto in Italia quando aveva due mesi e ha ottenuto la cittadinanza italiana dopo i 18 anni. Ha dichiarato di essere di destra (dell'area politica di Francesco Storace) e di ritenere che l'ius soli sarebbe un andare contro il concetto di italianità. Parlava correttamente l'italiano ed era contro la concessione della cittadinanza dopo un breve percorso scolastico perché questo non bastava a garantire l'italianità. Pertanto si è dichiarato contro la legge americana che concede la cittadinanza a chiunque nasca negli Stati Uniti. E ha spiegato su questo punto come gli afroamericani non abbiano potuto godere di una effettiva integrazione. Ha infine dichiarato che dopo i 18 anni lo straniero debba scegliere tra la cittadinanza d'origine (quella dei genitori) e quella italiana. Ma non poteva non contraddirsi rilevando che uno che nasca all'estero da genitori italiani sia considerato (giustamente) italiano per la legge italiana. E non è forse questo una dimostrazione che vale per la stessa legge italiana l'ius sanguinis? Perché dunque  esso dovrebbe essere sostituito dall'ius soli per quelli che nascano in Italia da genitori stranieri da cui dovrebbero ereditare la cittadinanza? Gli italiani che vivono all'estero, soprattutto nell'America latina, normalmente costituiscono delle comunità in cui ancora, dopo molte generazioni, prevale un sentimento di appartenenza all'Italia piuttosto che allo Stato in cui vivono. Se questo è valido per gli italiani all'estero perché non dovrebbe valere per gli stranieri che vivono in Italia? Come si può imporre loro che dimentichino le loro origini e vivano, per bene che vada, in una sorta di schizofrenia, dove certamente le origini non potranno mai essere cancellate a favore dell'italianità? Tanto più se le origini sono quelle di uno Stato musulmano. E' quasi impossibile  che un musulmano venuto in Italia cessi di sentirsi musulmano. Egli pertanto non può non porsi in contrasto con le leggi italiane giacché vi è una totale incompatibilità con le norme del Corano. E di questo i folli o disonesti sostenitori dell'ius soli preferiscono tacere per convenienza politica o per la folle ideologia della società multiculturale e multirazziale, che stanno preparando maggiori conflitti sociali che non sono soltanto etnici ma anche religiosi. Il negro senegalese ha detto che i suoi genitori, pur avendo avuto un permesso di soggiorno, non si erano mai sentiti italiani. Il figlio non ha mai dichiarato di rinunciare alle sue origini e continuerà ad essere bilingue. Non poteva mancare da parte del negro senegalese che la cittadinanza non è una questione di razza. C'era da aspettarselo. Alla trasmissione partecipava anche una marocchina con tanto di velo che non rinunciava affatto ad esibire la sua appartenenza all'islamismo, cioè ad una estraneità alla tradizione storica italiana, nonostante facesse pubblicità ad un suo libro intitolato Non ci prenderete mai  per dimostrare la sua condanna del terrorismo islamico. Ma gli islamici cosiddetti  moderati sono più pericolosi dei terroristi, perché contro questi si può facilmente dichiarare guerra, mentre i cosiddetti moderati sono il cavallo di Troia della subdola invasione islamica che nascondono la verità sulle norme del Corano che sono una continua predicazione della violenza anche contro i cristiani. Non vi può essere dunque accordo tra uno Stato che per Costituzione vuole essere laico e un musulmano, che è costretto a far prevalere le norme coraniche sulle leggi di uno Stato laico. Chi afferma il contrario è un grande impostore. Andando a ritroso nella storia sfido chiunque a dire che l'Europa possa essere rappresentata dal tipo negroide, se l'Africa non può essere rappresentata dal tipo caucasico. Ma questo non ha importanza per chi vuole il meticciato in Europa e la perdita di una identità che è anche razziale, nel senso che quella europea non si identifica né con la razza araba, né con la razza negra, né con alcuna delle razze asiatiche. Sfido chiunque a dirmi che un cinese nato in Italia e che dopo varie generazioni (cosa quasi impossibile) non abbia ereditato la lingua cinese possa rappresentare fisiognomicamente un europeo. Egli rimarrà fisicamente un cinese. Le razze esistono e solo gli pseudo scienziati, corrotti ideologicamente, possono negarlo. Gli pseudo scienziati sinistronzi dichiarano che le differenze genetiche che esistono in un popolo apparantemente omogeneo geneticamente possono essere  eguali a quelle che esistono tra un negro ed un europeo, potendo le egualianze genetiche essere pari al 98,8%. Peccato che questi saputoni ignorino o facciano disonestamente finta di ignorare la differenza tra geni strutturali  e geni regolatori. Il 98,8 si riferisce infatti ai geni strutturali.  Ed io, che per molti anni ho fatto anche studi di biologia evoluzionistica, su cui ho scritto un libro di 518 pagine  (Biologia e filosofia. Origine della vita ed evoluzione biologica. Casualità e necessità) posso smentire questi disonesti pseudo scienziati ideologizzati. Infatti l'uomo ha il 98,8 dei geni strutturali in comune con lo scimpanzé. Ma questo i saputoni pseudo scienziati non possono dirlo pur di portare avanti le loro falsità ideologiche. Ciò che diffenzia la specie umana da quella degli scimpanzé sono i geni regolatori, cioè una piccola ma determinante minoranza di geni rispetto alla totalità dei geni. Infatti sono i geni regolatori che fanno la differenza tra un uomo e una scimmia.  Ma andiamo avanti. Essere italiani (o francesi, o tedeschi, e così via in Europa)  significa riconoscersi nella propria storia che è quella dei propri avi, nel bene e nel male. Dove stanno gli avi del negro senegalese? Stanno in Senegal e non in Italia. La sua storia rimarrà sempre quella del Senegal  e non dell'Italia. Egli non potrà mai identificarsi con la storia d'Italia perché i suoi avi non appartengono alla storia d'Italia. Ognuno eredita dai propri avi il proprio passato e le proprie benemerenze. Italiani sono quelli che hanno avuto avi che hanno speso la loro vita in due guerre mondiali, anche se si tratta di avi che la storia non ricorderà mai. Ma ognuno sa di averli. Dove hanno speso la vita gli avi del negro senegalese? Il meticciato vuole cancellare ideologicamente l'identità storica oltre che la comunanza genetica. Che affondino politicamente i disonesti della falsa sinistra che vorrebbero dare la cittadinanza a circa 800 mila stranieri pensando che essi siano un loro serbatoio di voti per le prossime elezioni.  Perché tanta fretta? E' evidente. Se fossero onesti, mentre la loro disonestà ha superato ormai ogni limite, farebbero dello ius soli un punto del loro scellerato programma prima di presentarsi alle elezioni. Non lo fanno perché sanno che l'ius soli sarebbe un motivo in più della loro sconfitta. E allora preferiscono che sia un parlamento illegittimo, dove hanno una falsa maggioranza,  a prevenire la loro sconfitta cercando di arginare la perdita di voti ricuperandoli da quelli che vorrebbero come nuovi italiani aventi già diritto di voto alle prossime elezioni. Che la falsa sinistra, nemica dell'italianità, torni finalmente nella fogna da cui è uscita. Una falsa sinistra ormai chiaramente nemica della classe operaia perché sperpera i soldi anche delle mie tasse (mi ribolle il sangue) per mantenere nei cosidetti centri di accoglienza un eserito di invasori nullafacenti (per di più quasi tutti musulmani)  oppure pone in concorrenza con la classe operaia un "esercito di riserva" (Marx) di disoccupati italiani per mantenere bassi i salari o mantenerli bassi per gli italiani occupati con la tacita minaccia del licenziamento qualora scioperassero per avere aumenti del salario. Una politica scellerata che ha per di più la disonesta pretesa di essere di sinistra. Sinistra sì, ma nel senso  di funesta.                  

In Sardegna vogliono un montone da sgozzare




Migranti in rivolta, sempre a Girasole. E vai, che paga Pantalone! Ma, poi, ‘sti migranti che cazzo dovranno fare? Li dobbiamo mantenere a vita! O gli troviamo casa e lavoro, magari anche una moglie italiana? E già, chi se ne frega dei nostri figli che scappano all’estero o dei disoccupati e dei nostri anziani che non si possono curare, chi se ne frega dei milioni e milioni di poveri italiani costretti alla fame e a frugare nei cassonetti!? Prima i falsi profughi, poi gli italiani, che si suicidino pure!

Siamo invasi da una marmaglia senza meta e senza futuro






Fonte: Il Giornale
Stufi! Siamo stufi, noi italiani, di questa falsa e smielata fratellanza istituzionale nei confronti dei milioni di invasori senza dio, senza legge, senza rispetto, senza regole, senza punizioni esemplari. Clandestini invasori, occupano le nostre terre senza colpo ferire e ne diventano padroni spavaldi e arroganti col beneplacito della legge. Della nostra Legge. Tentano di farci sentire a disagio a casa nostra, sulle nostre piazze, per le nostre strade, nelle nostre chiese. Perfino nelle corsie dei nostri ospedali, nei viali silenziosi dei nostri cimiteri. Nelle aule scolastiche, negli uffici pubblici. Si appropriano anche dell’aria che respiriamo. Ci fottono le case se, poco poco, partendo per una vacanza o un ricovero in ospedale, non ne muriamo le porte e le finestre. Ci scippano l’assistenza pubblica, gli studi, gli alloggi popolari, il lavoro. Anche la povertà!
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CRISTO NON SI E' SACRIFICATO PER GLI ANIMALI NON UMANI

Le religioni abramitiche non possono spiegare perché esistano tutte le specie di animali. Non possono spiegare nemmeno perché esistano anche insetti nocivi, virus e batteri portatori di morte. Se furono creati da un Dio, bisogna dedurne che questo Dio è un sadico che non ha voluto preservare nemmeno la specie umana. E tuttavia, contraddittoriamente, secondo queste religioni tutte le forme di vita furono create al servizio dell'uomo. Da notare che nell'Antico Testamento (Levitico) vi è una lunga  serie di animali impuri che non possono essere nemmeno toccati, pena la necessità di purificarsi uccidendo un animale puro (tale perché può essere mangiato)

Animali impuri - Wikipedia

  Vi è allora da domandarsi se Noè nell'arca abbia compreso anche tutti gli animali impuri, tutti gli insetti, anche quelli nocivi. E come avrebbe potuto catturarli per portarli nell'arca? E i batteri e i virus? Non sono forse anche questi esseri viventi? Di fronte a queste palesi contraddizioni solo una risposta è necessaria. Si tratta solo di mitologia. Gli animali non umani non esistono in funzione della specie umana. Le religioni abramatiche (ebraismo, cristianesimo e islamismo) predicano soltanto le più grandi bufale della storia. Gesù, figlio di Dio per i cristiani, certamente non si è sacrificato anche per altre specie animali. Rimase ebreo, confermando tutte le bufale ebraiche di cui è pieno l'Antico Testamento. La maggiore contraddizione è stata quella in cui è caduto l'attuale papa dicendo che la pena di morte è contraria alla dignità umana. Dunque anche i peggiori criminali della storia avrebbero comunque una dignità superiore a quella, per esempio, di un cane. Posto di fronte al gioco della torre chi avrebbe gettato dalla torre questo papa? Hitler (per fare un esempio) o un cane? Per coerenza avrebbe dovuto salvare Hitler in quanto appartenente alla specie umana e dunque anch'egli dotato della dignità della persona umana, mentre il cane non dovrebbe avere tale dignità. Nonostante i 40 milioni di morti causati dalla seconda guerra mondiale. E il dio cristiano, secondo il papa, ha amato anche Maometto, la più grande disgrazia della storia, invece di un cane? Se la conclusione è assurda se ne deduce che la premessa è sbagliata: non esiste la dignità della persona umana. Ognuno deve meritarsi questa dignità. Gli animali non umani stanno al di là del bene e del male perché non hanno una responsabilità morale. E dunque sono migliori degli uomini soprattutto quando questi siano dei criminali.   

Per quanto siano degenerati, Dio ama gli uomini sopra tutte le cose



Testo di Savitri Devi



"Secondo le credenze religiose che abbiamo caratterizzato come “incentrate sull’uomo“, l’uomo creato “a immagine e somiglianza di Dio“, è il più amato figlio di Dio, forse anche il suo unico figlio su questa terra. Il Padre celeste dei Vangeli cristiani senza dubbio ama i passeri. Ma ama l’uomo infinitamente di più. Ama anche i gigli; li ha vestiti più belli “di Salomone, con tutta la sua gloria“, eppure, l’uomo è l’oggetto principale della sua sollecitudine, non loro. Tra tutti gli esseri viventi che nascono nel mondo visibile, si suppone che solo l’uomo sia dotato di un’anima immortale. Solo lui è stato creato per l’eternità. Il mondo transitoDrio è stato fatto perché lui ne goda e lo sfrutti nel corso della sua breve vita terrena, e creature di diverse specie sono state nominate – sia i quadrupedi che gli uccelli – come carne da mangiare per l’uomo. 

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giovedì 12 ottobre 2017

PAPA FRANCESCO SULLA PENA DI MORTE CONDANNA LA TRADIZIONE CRISTIANA A COMINCIARE DAL FONDATORE DEL CRISTIANESIMO CHE FU S. PAOLO



Questo papa sta demolendo la tradizione cristiana condannando la pena di morte. Ha detto che la pena di morte è contraria al Vangelo. Questa è una grossa falsità. Nei Vangeli non vi è una sola frase di condanna della pena di morte. Non vi è nemmeno un accenno ad essa. Pertanto è falso il dire che i Vangeli siano contrari alla pena di morte. Il cristianesimo non ha Gesù come fondatore, bensì S. Paolo. Fu lui a propagandare il cristianesimo nell'impero romano ancor prima che venissero scritti i Vangeli, giacché il primo Vangelo, quello di Marco, viene fatto risalire ad un anno non precedente all'anno 50 (anche se gli studiosi ritengono che la prima fonte di tutti i Vangeli sia il proto Vangelo di Matteo scritto in ebraico, da non confondere con il successivo Vangelo di Matteo, scritto in greco, come tutti gli altri Vangeli, per cui è da escludere che i Vangeli siano stati scritti da Marco, Matteo, Luca e Giovanni, che certamente non conoscevano il greco). Senza S. Paolo il cristianesimo sarebbe rimasto una setta religiosa all'interno della Palestina, secondo l'intendimento dello stesso S. Pietro, che, volendo convertire solo gli ebrei,  per questo motivo si trovò in disaccordo con S. Paolo. S. Paolo giustificò la pena di morte e dopo di lui anche il maggiore Padre della Chiesa, S. Agostino, e il maggiore dottore di essa, S. Tomaso, giustificarono la pena di morte. La storia della Chiesa è piena di condanne a morte, dai roghi del Medievo sino alla ghigliottina (importata dalla Francia) impiegata nello Stato pontificio di Pio IX. Il papa PioXII fu il papa che maggiormente giustificò la pena di morte. Riporto quanto scrissi sull'argomento in Scontro tra culture e metacultura scientifica.  


Sul diritto naturale si fonda la giustificazione della pena di morte. La condanna della pena di morte discende dalla solita confusione tra morale e diritto, che porta lo Stato a sostituirsi alla vittima innocente che non avrebbe voluto moralmente perdonare, con la conseguenza contraddittoria che l’assassino avrebbe un diritto naturale alla vita maggiore rispetto a quello della vittima. Coloro che, “allignando nella palude dell’emotivo”,[1] gonfi di sentimento, ma privi di ragione, attribuiscono ipocritamente alla pena una funzione rieducativa (come si desume dall’art. 27 della Costituzione italiana), e non afflittiva, ritengono barbari i sostenitori della pena di morte. 




[1] Carlo Nicoletti, Sì, alla pena di morte?, Cedam 1997, p. 60.  L’autore  soltanto per ragioni di cautela ha preferito aggiungere il punto interrogativo al titolo del suo testo. Egli ritiene che la concezione emendativa, cioè quella che pone come scopo della pena il recupero del colpevole, sia profondamente utopica e ipocrita perché non tiene conto delle condizioni e dei luoghi di pena, per cui “una carceraria città del sole costituisce niente di più che una contraddizione in termini” (p.9).   Tale concezione è soltanto una dichiarazione di intenti, in quanto “il ravvedimento è sempre e comunque un fatto individuale” (p.11). Quanto alla concezione  della pena come prevenzione, essa è  cinica, perché, prescindendo da ogni implicazione morale, ha come fine quello di isolare chi costituisce un attentato all’ordine sociale. ||Tuttavia l’autore||, professore di diritto processuale civile a Cagliari, ritiene che quest’ultima concezione  “è quella che perfettamente si attaglia alla pena di morte” ||(p. 16)||, quando pare, invece, evidente che sia la concezione retributiva, per la corrispondenza che essa richiede tra il delitto e la sua punizione. L’autore precisa che la pena non può essere assimilata alla vendetta perché quest’ultima può essere accompagnata dal piacere di restituire il male. Ma allora dovrebbe escludersi anche il piacere della giustizia.

     

Tra questi barbari dovrebbero essere inclusi allora anche il fondatore del cristianesimo, S. Paolo (che nell’Episola ai Romani riconobbe al governo, anche pagano, l’jus gladii, cioè il diritto di spada), nonché il maggiore Padre della Chiesa, S. Agostino, il maggiore dottore di essa, S. Tomaso, il padre del liberalismo moderno, Locke, il maggiore filosofo dell’Illuminismo, Kant, sino a giungere a Pio XII, che, proposto per la beatificazione da Giovanni Paolo II, difese una concezione vendicativa della pena e giustificò la pena di morte vedendo nel disprezzo dell’ordine pubblico un’opposizione a Dio (Acta Apostolicae Sedis 47, 1955). Pio XII. l’ultimo grande papa. Dopo di lui il caos nella Chiesa cattolica. Giovanni Paolo II, facendo visita ad un carcere, invitò i carcerati a sopportare la loro croce, come se i delinquenti di ogni specie potessero essere considerati vittime e non carnefici. Il buonismo che uccide la giustizia.

Nelle Lettere[1]Agostino evidenzia come il perdono possa avere conseguenze negative su chi, invece di correggere la propria condotta, incrudelisca nella sua arroganza, oppure, correttosi nella sua condotta, induca tuttavia altri ad approfittare sperando in eguale impunità. Riprendendo il pensiero di S. Paolo, Agostino scrive: “Se fai il male, abbi paura, poiché l’autorità non senza ragione porta la spada; essa infatti è strumento per infliggere punizione ai malfattori in nome di Dio”. Inoltre S. Agostino scrisse nel De libero arbitrio che “se l’omicidio consiste nel distruggere o uccidere un uomo, talvolta si può si può uccidere senza commettere peccato; questo vale per il soldato col nemico, per il giudice o il ministro con coloro che fanno del male”.

In Agostino prevale la teoria della prevenzione come giustificazione della pena di morte. Una funzione prevalentemente retributiva, oltre che emendativa e di prevenzione, ha, invece, la pena di morte per S. Tomaso, che nella Summa theologica (II, II, q. 68, a.1) giustifica la pena come vendetta che si esercita sui malvagi in quanto questi usurpano i diritti di Dio e nella Summa contra Gentiles  (III, cap. 146), dopo aver scritto che la vita del delinquente deve essere sacrificata, allo stesso modo in cui “il medico taglia a buon diritto e utilmente la parte malata, aggiunge che “uccidere un uomo che pecca può essere un bene come uccidere un’animale nocivo. Infatti un uomo cattivo è peggiore e più nocivo di un animale nocivo”. Vi è dunque da domandarsi quale credibilità possa avere oggi la Chiesa, che, rinnegando circa 2000 anni di dottrina, da S. Paolo ad oggi, ha abolito nel 1999 dal Catechismo la pena di morte. La condanna della pena di morte vuole essere espressione di superiorità morale (dettata dal sentimento), ma è di fatto espressione di inferiorità giuridica, causata dalla corruzione del diritto da parte della morale.




[1] Agostino, Lettere, II, Città Nuova, 1971, pp. 541-47.

Papa Francesco: «La pena di morte è contraria al Vangelo» - Avvenire

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