venerdì 29 aprile 2016

IL RESTO E' SILENZIO (AMLETO)

Avevo scritto ad un mio corrispondente, colui che, trasferitosi poi in Germania, mi impostò il sito con collegato il blog.
Ing. Luca C. 
purtroppo Laika è mancata mercoledì della scorsa settimana. Sono in un baratro di tristezza. Preferivo la tristezza degli ultimi dieci giorni con Laika viva. Gli ultimi giorni sono stati terribili perché bisognava sostenerla con un tutore per le zampe davanti e un sottopancia di stoffa con due manici per quelle posteriori. Laika se ne è andata con valori del sangue normali e temperatura tornata normale (38,3). Ha mangiato con appetito due ore prima. Poi si è accasciata ed è spirata. Veterinari ignoranti con prescrizioni discordanti. Mai più cani per il resto della vita. Mi hanno intristito e schiavizzato la vita. Lasciandomi solo dolori e brutti ricordi della fine.  L'ultimo mio libro è dedicato a Laika con fotografia a colori. 
Risposta di Luca.
Non credo che la condivisione di parte della sua vita con Laika (e con chi l'ha preceduta) possa essere definita come una schiavizzazione. L'affetto e la fedeltà di un cane sono qualcosa di unico e assolutamente irraggiungibile per qualunque essere umano.
Certamente la sofferenza che caratterizza fin troppo spesso le ultime fasi della vita è triste e deprimente, ma il ricordo deve andare a quanto le è stato generosamente profuso dalla sua amica a quattro zampe, perchè solo quel ricordo e quell'amicizia sincera potranno restituirle, almeno in parte ma senza eguagliarlo, tutto quanto le ha sempre dato per tutta la sua vita.

Ho replicato
La ringrazio delle parole ma purtroppo tutti i bei ricordi vengono cancellati dall'ultimo ricordo.  "Di fronte alla morte di un nostro familiare non umano si rimane più indifesi". Così ho sentito dire da Romina Power ricordando il suo dolore per la perdita della sua cagnolina di 10 anni che dormiva a fianco del suo cuscino, "un dolore maggiore rispetto a quello..." (e qui Romina Power non ha avuto il coraggio di andare oltre facendo un paragone con la morte di un familiare umano). 
Diagnosi per Laika senza alcuna certezza: ictus oppure tumore al cervello. Ma per escludere il tumore bisognava fare una tac o una risonanza magnetica a Sassari e sotto anestesia totale. Cosa per tutti e due i motivi impossibili data l'età. Lei ha mai avuto cani? Mi ha dato da pensare di sì per le belle parole che mi ha scritto, anche se non possono attenuare il dolore dell'assenza. Io e mia moglie viviamo in una atmosfera funebre. Io non esco da 10 giorni perché non ce la faccio. Senectus ipsa morbus est. Alla sua età non avevo tutti questi pensieri tristi. Allora per me la morte era sempre la morte degli altri (Sartre), ora la morte è anche la mia morte (Heidegger: vivere per la morte). 

Aggiungo ora quanto segue. 
Il filosofo immanentista, praticamente ateo, Spinoza scrisse che bisogna contestualizzare le proprie condizioni nel contesto  universale della natura (Deus sive natura). Egli fu coerente quando avvertì a 44 anni che la morte gli si avvicinava a causa della malattia di cui soffriva. Probabilmente un tumore all'intestino. Non diede mai un segno esterno agli altri della sua malattia. Ma io dico che ogni personale condizione non può trovare consolazione considerando i dolori degli altri. Non mi consolano le disgrazie quotidiane degli altri. Se uno ha un forte mal di pancia non può consolarsi pensando che vi sono coloro che sono malati di cancro. Questo pensiero non gli fa passare il mal di pancia, che è suo e non degli altri. Spinoza considerava ed accettava la natura così come è fatta, al di là del bene e del male. Io non l'accetto. Sarò antropomorfico nel condannare la natura per come è mal fatta, ma il mio antropomorfismo è una forma di ribellione nei confronti di coloro che, ingannati e accecati dalle religioni, dicono che Dio è amore. Questa è una vera "bestemmia".

mercoledì 27 aprile 2016

CLINICA VETERINARIA SAN GIUSEPPE: UNA STORIA DI CRUDELTA'. LAIKA

IN PREPARAZIONE

Sto traendo informazioni sul padre padrone della clinica Marco Puddu, in realtà proprietario terriero e speculatore edilizio.  Spiegherò perché. Ciò che ha fatto  a Laika da morta non è perdonabile. 

lunedì 25 aprile 2016

SANDRO PERTINI: UN FANATICO MANDANTE DELL' ATTENTATO DI VIA RASELLA E DEI SICARI ASSASSINI DI MUSSOLINI

Ci si ricordi anche di questo il 25 aprile. Mussolini fu ucciso il 28 e Hitler  si suicidò il 30.
Divenne presidente della Repubblica uno che insieme a Riccardo Bauer e Giorgio Amendola costituì a Roma una sedicente giunta militare, così autonominatasi senza alcun riconoscimento giuridico. Costui si chiamava Sandro Pertini. Insieme progettarono il vigliacco attentato terroristico di via Rasella, con la conseguente rappresaglia delle Fosse Ardeatine. Rappresaglia prevista dalle norme internazioni di guerra. E fu Pertini a volere che Mussolini venisse ucciso prima che arrivassero a Milano gli americani. E ciò, SI BADI BENE, contro la volontà del CLN per l'Alta Italia che aveva solo dato ordine di arrestare Mussolini per consegnarlo agli americani, secondo l'accordo con il governo Badoglio. Certamente gli americani avrebbero risparmiato la vita a Mussolini, non potendolo accusare delle stesse colpe attribuite a Hitler. E' da escludere che sarebbe finito di fronte al Tribunale (giuridicamente un obbrobrio) di Norimberga. Infatti Mussolini non fece mai eliminare fisicamente i suoi nemici politici. E non è da escludere che gli americani l'avrebbero riciclato politicamente in una Italia repubblicana (Mussolini fu sempre repubblicano e mal sopportò sempre la monarchia) in un clima ormai di guerra fredda contro l'Unione Sovietica. Questo temevano i comunisti e i loro alleati come Pertini. Per questo il Pertini inviò a Dongo i sicari. Ma non si saprà mai chi siano stati i sicari. E' ormai accertato che non poteva essere l'oscuro ragioniere Walter Audisio, autonominatosi colonnello Valerio (secondo il film di Carlo Lizzani Mussolini ultimo atto) perché l'Audisio arrivò a Dongo la sera mentre Mussolini e la Petacci furono uccisi la mattina. Il Pertini lodò il film di Lizzani ma gli disse che non era stato l'Audisio ad uccidere Mussolini. E allora chi fu? gli domando Lizzani. Questo non posso dirtelo, gli rispose questo lurido individuo. Che volle portarsi nella tomba (meglio: nelle sue luride ceneri dopo la cremazione) il segreto della morte di Mussolini per non scaricare le colpe su esponenti del futuro P.C.I. Infatti tra i possibili esecutori figura anche Luigi Longo, segretario del P.C.I. dopo Togliatti. Cinque sono le versioni delle morte di Mussolini. Come le ho riportate nel mio libro Io non volevo nascere. E' certo che Mussolini fu ucciso nudo perché i fori dei proiettili trovatigli sugli abiti erano di numero inferiore rispetto a quelli riscontrati sul corpo. Il prof. Cattabeni, medico legale che fece l'esame necroscopico sui corpi di Mussolini e della Petacci, riscontrò profonde ferite vaginali e anali sulla Petacci. Ne consegue che il cadavere della Petacci fu sottoposto ad una barbara violenza  ficcandole un bastone nella vagina e nell'ano. Ma di questo i cosiddetti eroi partigiani non vogliono parlare. Liberatori di che? Di nulla. Le sollevazioni avvennero a Genova, a Torino e a Milano quando i tedeschi erano ormai in fuga, continuando a sparare loro alle spalle. Volevano appropriarsi del merito della cosiddetta liberazione quando ormai gli americani erano alle porte. Furono soltando dei vomitevoli maramaldi. Moralmente ripugnanti.  E fu Pertini a graziare un criminale, Mario Toffanin, detto Giacca, che uccise i componenti della brigata cattolica Osoppo che indagava sulla scomparsa dell'oro di Dongo, di cui si erano appropriati i comunisti. Condannato in contumacia all'ergastolo solo nel 1952 per l'eccidio di Porzus fu graziato dal Pertini nel 1978 dopo che questo criminale, ricercato, era fuggito prima in Jugoslavia e poi in Cecoslovacchia.  L'infamia storica ricada su questo squallido individuo poi innalzato alla carica di presidente della Repubblica.       

25 APRILE: LA SOLITA CANTILENA DELLA LIBERAZIONE

25 aprile: Festa degli elettricisti

Freeanimals: L'efficace metodo del divide et impera

lunedì 25 aprile 2016


L'efficace metodo del divide et impera

Fonte: Ereticamente

 


TANTO PER NON RIPETERMI ANCHE QUEST'ANNO. 

Blog del prof. Pietro Melis: 25 APRILE: LA BUFFONESCA ...

Blog del prof. Pietro Melis: 25 APRILE: PARTIGIANI ...

Blog del prof. Pietro Melis: LA FALSITA' DEL 25 APRILE ...


Blog del prof. Pietro Melis: LA RETORICA DEL 25 APRILE ...

Blog del prof. Pietro Melis: Si abolisca il 25 aprile: non fu ...

Ecco come dovrebbe essere oggi liberata l'Italia. Manca la ghigliotttina. 

giovedì 21 aprile 2016


 

 



 

 

 

 Danilo Magliozzi: Sì, sì, per ora è un gioco, ma io fossi in lui ci penserei seriamente!


Cosimo Vito Napoletano: È il Momento!

Andrea Corsino: A quei tempi il popolo si sarebbe fatto giustizia da solo e sarebbe stata la cosa più normale..invece oggi...

Giuseppe Santoro: Ammazzatelo veramente, quel parassita truffatore corrotto!

Peppe Galluccio: Fatelo. E' sempre una bella morte per lui.

Edoardo Teofani: Ma facciamolo veramente, tanto una volta che li ammazziamo tutti, nessuno può farci più niente.

Fortunato Valente: Che gioia: la fine che faranno gli infami.

Luca Bilzi: Bello, bellissimo. Presto o tardi arriva la sua ora per davvero.

Luciano Bottalico: Arriverà pure il suo momento.

Ivan Cara Sabrina Raso: Il popolo purtroppo sta a casa! Altro che condannare!

Fonte. Blog animalista collegato con il mio blog.

Freeanimals: I famosi rivoluzionari da tastiera

 

Quando sento l'inizio di Bella ciao, questa volgare e menzognera canzonetta, mi girano subito i coglioni e smetto subito. Ho lasciato questo commento nel sito Freeanimals.
FESTA DELLA GUERRA CIVILE E DELLE BANDE DEI PARTIGIANI CHE SPARAVANO ALLE SPALLE E FURONO RESPONSABILI DI TUTTE LE RAPPRESAGLIE. PER ESSI VALEVA DI PIU' ESSERE COMUNISTI CHE ITALIANI. Hanno favorito la perdita dell'Istria a favore dei comunisti di Tito. Uccidevano i partigiani non comunisti che si opponevano alle truppe di invasione dell'Istria da parte dei comunisti jugoslavi. Hanno sempre voluto il silenzio sulle foibe istriane. Hanno ucciso Mussolini prima che arrivassero a Milano gli americani a cui doveva essere consegnato secondo gli accordi con il governo Badoglio, unico governo legittimo. Volevano fare scomparire i documenti (tra cui il carteggio compromettente con Churchill). Fu Churchill a volere che l'Italia entrasse in guerra quando nel 1940 la guerra sembrava ormai vinta da Hitler. Churchill pensava che solo Mussolini potesse moderare le aspirazioni di Hitler sedendosi anche lui al tavolo dei vincitori.   

domenica 24 aprile 2016

LA VITA SI SCONTA MORENDO

Ho invertito la chiusura di una poesia di Ungaretti che dice: la morte si sconta vivendo. [PDF]Sono una creatura - ZANICHELLI.it
Scrisse così perché si sentiva colpevole di essere sopravvissuto in mezzo a centinaia di migliaia di morti della prima guerra mondiale. Dunque la sua chiusura riflette uno stato d'animo personale. Io vado al di là del personale volgendomi verso l'universale. Di fronte al non senso della vita, di una vita senza certezze, la vita è una condanna a morte nella totale ignoranza del suo senso. Il poeta greco Teognide scrisse: "meglio non essere mai nati o appena nati varcare al più presto le soglie dell'Ade". Io vado oltre Teognide. Che cos'era l'Ade per una certa concezione greca dell'aldilà? Era un luogo dove le anime trascorrevano per l'eternità il loro stato di ombre, ormai fantasmi privi di quella coscienza che avevano avuto in vita. Un luogo di non essere. Allora sarebbe stato meglio che Teognide avesse detto: "meglio non essere mai nati". E basta.   
Ulisse nell'Ade incontra tra tante altre anime quella di Achille, che si tormenta dicendo che preferirebbe tornare a vivere anche facendo solo il duro lavoro anonimo del bracciante invece che quella dell'eroe. E allora perché essere condannati a rimpiangere per l'eternità e nella sofferenza una vita se, come disse Dante (Purgatorio, XI), di fronte all'eternità mille anni sono un battito di ciglia? E allora, tornando a Teognide, "meglio non esser mai nati". E basta. Meglio il nulla per non dover rimpiangere la vita.         

[PDF]Odissea XI, vv. 471-564 L'incontro con Achille e con Aiace ...    

sabato 23 aprile 2016

CLINICA VETERINARIA FRONGIA: DIRETTORE UN GALLO TRA GALLINE VETERINARIE

A info@clinicaveterinariafrongia.it 

Clinica Veterinaria Frongia

Un ambulatorio che sembra un gineceo. Ragazzine veterinarie non chirurghe che sembrano più infermiere che medici veterinari. Non hanno saputo fare delle analisi mirate per Laika. Il capo, come la sua sostituta chirurga Deidda, hanno prescritto a Laika farmaci senza nemmeno essere d'accordo tra loro, andando avanti per tentativi ed errori. Il Frongia fu in passato direttore del mattatoio. Un veterinario che ha fatto questo mestiere non può certamente essere sensibile alle sofferenze degli animali. Mi disse che aveva ordinato delle paratie perché gli animali non assistessero alla morte dei loro compagni. Come se gli animali non capissero egualmente la sorte che li aspettava anche soltanto sentendo l'odore del sangue. Poi divenne direttore del canile, per cui fu accusato di fare trasfusioni di sangue utilizzando per la sua clinica il sangue degli animali ricoverati nel canile. Dovrebbe essere elogiato per questo. Ma, SE E' VERO QUANTO MI E' STATO RIFERITO (pertanto non mi assumo la responsabilità di ciò che sto per aggiungere) faceva trasfusioni a cani feriti che gli portavano dei criminali che usavano i cani per combattimento tra loro. Se questo fosse vero non avrebbe dovuto restituire i cani a questi criminali, ma sequestrare i cani e denunciarli in base al Codice Penale. Anni fa (nel 2006) gli chiesi che fungesse da testimone perché testimoniasse in Tribunale la maggiore sofferenza inflitta agli animali nella macellazione ebraica, kosher, corrispondente a quella islamica, halal. Disse che non aveva mai assistito a questo tipo di macellazione. Non ho potuto mai credergli. Mi fece il nome di veterinario di Sassari che era, o era stato, veterinario in un mattatoio. Ma anche questo si rifugiò dietro la scusa, se non ricordo male, che non aveva mai assistito alla macellazione ebraico-islamica. Ero stato accusato forsennatamente di antisemitismo dal rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni perché gli avevo inviato un mio saggio filosofico dove avevo scritto in mezza pagina che gli ebrei avevano sofferto meno nelle asserite camere a gas di quanto soffrano gli animali nei mattatoi a causa delle regole di macellazione mosaiche, cioè di un Mosè personaggio del tutto romanzesco secondo la accreditata esegesi biblica, che ben conosco e su cui ho scritto un libro di 800 pagine. Un Mosè che nella nefanda Bibbia, piena di menzogne dall'inizio alla fine, appare un macellatore di uomini, donne, bambini e "bestiame". Fui condannato ad una multa di 4000 euro sotto condono (sino alla Cassazione, avendo rifiutato la prescrizione dell'asserito reato) di avere paragonato le sofferenze umane a quelle degli animali. INCREDIBILE.  La perdita della coscienza per gas è una sorta di anestesia che invece non viene applicata nei mattatoi, e tanto meno nella macellazione ebraico-islamica, che impone con scellerata crudeltà che l'animale muoia cosciente per dissanguamento per recisione delle vene giugulari tra orribili sofferenze mentre tenta di divincolarsi per scappare, mentre gli vanno mancando sempre più le forze fino ad arrendersi alla morte.  Altrimenti l'animale vien considerato IMPURO. Roba da farneticanti. E questa la chiamano religione. E'impossibile che il Frongia (ammesso e non concesso che non abbia mai assistito alla macellazione ebraica o islamica)  non abbia mai sentito da altri direttori di mattatoi della maggiore sofferenza inflitta agli animali nei mattatoi. Eppure gli avevo consegnato un manifesto di una associazione di veterinari di Torino dove si descrivevano le orribili sofferenze causate dalla macellazione ebraico-islamica, di cui si chiedeva l'abolizione. Sarebbe bastata anche questa testimonianza, se pur indiretta, a mio favore. Ma rifiutò di presentarsi in Tribunale. E questo non glielo perdonerò mai. Ma, tornando a Laika, nessuna esame mirato fu fatto per arrivare ad una diagnosi, non dico, certa, ma almeno verosimile. Un andare alla cieca prescrivendo farmaci che poi venivano tolti a seconda  degli effetti. E così per tre mesi. Non si pensò mai sin dall'inizio di mandare un campione di sangue in un laborario specializzato per stabilire se la febbre a 41 (di circa due settimane fa) fosse dovuta ad una puntura di zecca. Venne prescritto l'antibiotico  nexotan 250. Dopo due giorni la temperatura tornò normale. Ma poi si aggiunse il canidroid da parte dell'asserita neurologa Antonella Gallucci. Subito apparvero effetti negativi. Tolto il canidroid rimase il gardenale per supposta epilessia dopo le convulsioni dell'11 gennaio. Poi si volle aggiungere come antinfiammatorio il metacam per ridurre i dolori. Nessun effetto. Anzi, un peggioramento. Laika continuava ad avere dolori quando veniva aiutata ad alzarsi sulle gambe (non zampe) anteriori. Fu prescritto da altro veterinario (quello delle visite a domicilio) l'altadol, un oppiaceo per togliere i dolori. Ma non fu mai usato perché lessi nel foglietto illustrativo che abbassava la soglia delle manifestazioni di epilessia. Nonostante Laika abbia avuto in tre mesi solo un attacco iniziale l'11 gennaio. I dolori da posizione sdraiata dopo un certo tempo riapparivano, ma poi, camminando, se pur lentamente, i muscoli si riattivavano e sembrava che i dolori fossero spariti o diminuiti di molto. Unica cosa positiva: le rimaneva un forte  appetito. Dagli esami del sangue, fatti tre volte in tre mesi (gli ultimi l'11 aprile), i valori risultavano nella norma. Quando Laika è morta mercoledì alle 13,30 aveva la temperatura normale a 38,3 e due ore prima pur non reggendosi più in piedi mangiò una intera scatoletta di sensitivireability.  Laika se ne è andata senza che si sapesse quale fosse la causa del suo decesso.  Ma non mi sono arreso. Ho fatto portare Laika da un auto autorizzaa a trasportare cani deceduti in un'altra clinica perché fossero fatte delle radiografie. E' risultato che Laika aveva un  tumore esterno vicino all'orecchio che in tre mesi si era ingrossato. Risultò da una biopsia prelevando dal corpo senza vita di Laika alcuni tessuti. Ma venne escluso che questo tumore fosse un prolungamento di un tumore interno al cervello. Non si poteva più fare una ecografia all'addome per sapere se avesse un tumore intestinale. Come mai nell'ambulatorio Frongia non si accorsero mai di questo tumore con una biopsia e la scambiarono per una ciste o una palla di grasso? Perché non pensarono mai di fare un'ecografia all'addome? Superficialità, ignoranza. Uno peggiore dell'altra. In questo pollaio di veterinarie diretto da un gallo. Ma forse non è finita qui. Dipende da quale risposta mi daranno quelli di una certa clinica (di cui per ora non faccio il nome) dove  Laika fu portata senza vita per essere messa in un congelatore e dove si rifiutarono di fare gli esami che Laika fece da morta dopo che fu portata via congelata per portarla in altro ambulatorio e fare da morta gli esami che ho detto. Si rifiutarono, a iniziare  dal padrone della clinica (dico padrone, uno che sfrutta altri veterinari per fare lui i soldi ). Diede ordine di sbatterla fuori dal congelatore perché non voleva che rimanesse un giorno in più. Mi dovranno dare una spiegazione, altrimenti faccio finire sul blog anche questa clinica, con tanto di fotografia del suo padrone, che, di una insensibilità incredibile, diede ordine di liberare il congelatore. E non perché servisse per altro cane deceduto. La giustizia non esiste senza vendetta.   

mercoledì 20 aprile 2016

LAIKA

Sospendo riflessioni su altri argomenti perché ho uno stato d'animo sofferente. Mai più cani nella mia vita. Me l'hanno solo intristita. Non ho mai cercato cani nella mia vita. Mi hanno cercato loro in particolari situazioni in cui, senza padrone, avevano bisogno di essere salvati. Tutti i bei ricordi vengono cancellati dalla sofferenza della malattia e della morte. Il mio ultimo libro porta la dedica a Laika con la sua fotografia a colori. Come appare anche nel mio blog.    
Alle ore 13,30 Laika, il mio amore,  mi ha lasciato. Il cuore ha ceduto. Negli ultimi giorni si lamentenva spesso ma sembrava che volesse far capire che aveva bisogno di uscire. Bisognava sostenerla con un tutore per non gravare sulle gambe anteriori e con un sottopancia di stoffa con due manici perché non gravasse con il suoi 20kg sulle gambe posteriori. Questa mattina aveva la temperatura normale di 38,3 e ieri le è stato fatto un prelievo di sangue da inviare in un laboratorio specializzato per sapere se i dolori muscolari sopravvenuti circa 10 giorni fa quando ebbe improvvisamente la febbre a 41 fossero dovuti alla puntura di una maledetta zecca. Si saprà domani quando ormai Laika non c'è più. Durante la visita ambulatoriale la veterinaria le ha tolto il tartaro dai denti senza che si lamentasse, e, stando ancora sul tavolo, ha mangiato una intera scatoletta di tonno. Ma la sera ha mostratto maggiore debolezza sulle gambe pur sostenendola in due per la parte anteriore e quella posteriore. Negli ultimi giorni veniva aiutata da mia moglie e da un ragazzo per sostenerla in due non potendo io essere d'aiuto a causa della debolezza di una mia gamba (parestesia da ernia del disco per cui ho rinviato l'intervento avendo la mente occupata da Laika). Questa mattina, nonostante tutto alle 11 ha mangiato un'intera scatoletta speciale raramente reperibile in commercio, chiamata sensitivereabiliy, che, scoperta negli ultimi giorni, le piaceva moltissimo. Dunque temperatura normale  e ancora appetito due ore prima di lasciarmi. Come si spiega? Un veterinario ha sottovalutato la condizione di Laika dicendomi che mi poteva fissare un appuntamento per il 15 maggio. Capite? Per il 15 maggio. INCREDIBILE. Purtroppo non sarà più necessario portargliela. Non si è mai pensato di mandare un campione di sangue in un laboratorio specializzato di Poggio dei Pini, distante circa 20 km da Cagliari, per fare un esame mirato per sapere se Laika fosse stata veramente punta da una maledetta schifosa zecca, schifosa come quel dio che l'ha creata (per chi ci crede). Ci ho pensato io, ma in ritardo, portando Laika in altro ambulatorio non in quello dove Laika era stata ricoverata ed era stata controllata successivamente, ma sempre in fretta e con diagnosi che non hanno mai spiegato la debolezza delle gambe e i dolori muscolari quando doveva essere aiutata per mettersi in piedi pur sostenuta anteriormente e posteriormente. In questo ambulatorio è venuta una neurologa che aveva prescritto un esame costoso e del tutto inutile della tiroide di Laika. Con un campione di sangue da inviare a Milano. Incredibile. Che a Cagliari ci si debba rivolgere a Milano. Perdita di tempo. Non è riuscita nemmeno lei a capire quale fosse la causa delle convulsioni che ebbe Laika l'11 gennaio. Un esame superficiale servito a nulla. Prescrizione: continuare con il gardenale contro il rischio di ulteriori convulsioni più il canidroid per la tiroide. Ma non è tanto l'alto costo dell'esame della tiroide (300 euro più la visita specialistica di 75 euro servita a nulla) che conta nel mio caso. Quanti se lo possono permettere? Il direttore dell'ambulatorio dove era stata ricoverata Laika dopo l'ictus mi aveva fissato l'appuntamento con Laika per oggi alle 18,30. Ci sono andato egualmente facendo finta per almeno 15 minuti che Laika fosse ancora in vita, prima di dirgli la verità dell'assenza di Laika, per domandargli quali fossero le cause dei dolori muscolari che le impedivano di camminare normalmente. Nessuna chiara risposta. Ho detto a questo veterinario di avere sempre sottovalutato lo stato di Laika. Pareri contrastanti all'interno dello stesso ambulatorio. Laika aveva avuto improvvisamente forti convulsioni e d'urgenza con un taxi fu portata nell'ambulatorio 24 ore su 24 più vicino a casa. La neurologa dopo l'esame della tiroide prescrive a Laika il canidroid che ha avuto subito effetti negativi. E che ho tolto subito. Un'altra dell'ambulatorio, chirurgo operante con il direttore,  mi dice di togliere il canidroid e di continuare solo con il gardenale. Ha aggiunto il deltacortene per tre giorni e poi per giorni alterni per altri cinque. Come antinfiammatorio contro i dolori muscolari. Ma dopo i primi 3 giorni un altro veterinario, non dell'ambulatorio, l'unico che si degnasse di fare visite domiciliari, ma sempre in fretta, ci ha detto di toglierlo perché il cortisone abbassa le difese immunitarie. E l'ha sostituito con un antinfiammatorio (metacam) privo di cortisone. Ma senza alcun giovamento. Il direttore dell'ambulatorio, che conosco da almeno 25 anni, quando si è sentito accusare di avere sottovalutato lo stato di Laika ha cercato di calmarmi e di imbonirmi dicendo che aveva avuto sempre una grande stima per me anche dal punto di vista intellettuale. Perché non ha mai pensato di fare un'ecografia all'addome per sapere se Laika avesse dei tumori? Questa ecografia fu richiesta in altro ambulatorio il giorno prima del decesso e doveva venire a casa l'ecografa due giorni dopo, non potendosi supporre che Laika se ne andasse il giorno dopo. Infatti in questo altro ambulatorio Laika era tranquilla, con temperatura normale e si fece fare una pulizia dei denti senza alcun lamento per toglierle con una pinza il tartaro che si era accumulato. Sembrava le facesse piacere. Ricomparvero i denti bianchi. Dopo di che, stando ancora sul tavolo, mangiò un'intera scatoletta di tonno. Perché nell'altro ambulatorio il direttore non pensò mai di farle un'ecografia all'addome? Ma per ora non voglio infierire su di lui facendo il suo nome. L'accusa principale, che gli ho ripetuto in faccia, è di non avere mai pensato di far fare in laboratorio attrezzato, non nel suo, non attrezzato per questo, l'esame dell'erlichia per sapere se Laika, dopo essersi ripresa dall'ictus dell'11 gennaio, avesse avuto dieci giorni fa la febbre da puntura di zecca. Domani 21 lo saprò perché manca ancora l'ultimo decisivo valore nell'esame del DNA. Se il risultato risultasse negativo allora Laika non è morta per puntura di zecca. L'alternativa qual' è? Tumore alla testa? Non si sa. Bisognerebbe fare l'autopsia aprendo il cranio e vedere il cervello. Ma voglio che Laika sia lasciata ora nella sua pace, a cui tutti siamo condannati con la morte.  Laika non è più in casa. E' stata subito portata via e "ibernata" in un'altra clinica veterinaria in attesa che venga tumulata in una bara di zinco già pronta, una di quelle di piccole dimensioni per esseri umani, nel terreno di campagna di un mio conoscente. Se ne occupa un'agenzia funebre. Io e mia moglie abbiamo cambiato stanza da letto per non vedere il posto vuoto di Laika. Un logorio psicofisico dall'11 gennaio per stare insieme con Laika. Ma gli ultimi 10 giorni sono stati terribili. Laika! Hai forse voluto che la tua sofferenza non fosse ulteriore causa  della mia e di quella di Rossella nell'assisterti con sacrificio impedendoci di dormire per portarti fuori anche alle 3 di notte quando ti lamentavi stando nella stessa posizione avendo bisogno di riattivare i muscoli e di fare fuori i bisogni rifiutando di farli in casa? Ma noi, pur soffrendo con te, ci facevamo forti della tua presenza. Il vedere i tuoi begli occhioni ci rasserenava, il tuo stesso camminare, se pur lentamente e a fatica, negli ultimi giorni ci confortava. Ci bastava la tua presenza. Ma tu improvvisamente hai detto basta. Non voglio più soffrire e non voglio farvi soffrire ulteriormente portandovi allo stremo delle forze. Ma adesso il dolore della tua assenza è maggiore della tristezza e della fatica che abbiamo condiviso. Abbiamo fatto tutto il possibile per te. 
Non abbiamo voluto figli per non complicarci l'esistenza. E io mi sono sempre domandato da ragazzo perché la gente ami complicarsi l'esistenza anche economicamente facendo figli. Per spirito di sopravvivenza dei geni? Per darsi uno scopo nella vita pensando meno alla morte? Imbecilli. Per tutti "verrà la morte e avrà i tuoi occhi" (Cesare Pavese). Il gatto Fortunello, che ci veniva sempre incontro aspettandoci all'ingresso quando rientravamo a casa dopo la passeggiata  e accennava a strusciarsi con affetto su Laika al suo ritorno non capisce perché la stanza dove dormiva sul letto sia stata chiusa. Non si adatta all'altra stanza. 
Io ho solo da maledire quel dio (per chi ci crede) per avere creato una natura così mal fatta, con tutte queste malattie dovute a virus, a batteri e a parassiti. Dio maledetto, se esisti e sei onnipotente, perché non annienti almeno la Terra perché non vi siano più sofferenze? Se sei onnipotente perché non annienti con il mondo anche te stesso? Perché la tua esistenza è più schifosa di quella della schifosa maledetta zecca.                                

domenica 17 aprile 2016

COME DISTRUGGERE LA CAMORRA IN POCO TEMPO

Questo sgoverno si vanta di avere arrestato uno dei cento capi camorristi latitanti. Stava in casa della sua "donna" a guardarsi pacificamente la partita del Napoli. Sono occorsi lunghi appostamenti per seguirne gli spostamenti. E allora mi domando: come mai non è stato arrestato durante gli spostamenti? Perché non sono stati costretti i familiari a confessare con le buone o con le cattive dove si trovassero? I familiari debbono essere considerati complici.
La realtà è che la camorra (ma ciò vale anche per la 'ndrangheta e la mafia) può essere distrutta solo sospendendo le garanzie costituzionali ed abolendo anche i Consigli regionali in queste tre regioni perché queste organizzazioni a delinquere dirigono il voto, cosa che si sa ma che si fa ancora finta di non sapere. Innanzi tutto bisogna applicare un metodo che potrà sembrare antidemocratico e violatore dei diritti umani. Ma il rispetto dei diritti umani deve valere per gli umani. Questi criminali sono solo biologicamente appartenenti alla specie umana. Sono dei subanimali e come tali debbono essere trattati. Si è continuato a credere che l'uso della tortura sia inammissibile. Ma perché si parte da un errore iniziale, dal considerare questi criminali come animali, non dico uomini. Perché se fossero anche soltanto animali non meriterebbero di essere torturati. Se si parte dal giusto presupposto che sono dei subanimali viene a cadere ogni remora riguardo all'applicazione della tortura. Il famoso libretto Osservazioni sulla tortura di Pietro Verri (di cui si dice sia stato in verità il vero autore di Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria, e se non ne fu l'autore materiale ne fu certamente l'ispiratore) partiva dal giusto presupposto che la tortura non si dovesse applicare per estorcere una confessione di colpevolezza. Approvo. Infatti sotto la tortura uno potrebbe confessare di essere colpevole di un delitto pur di non continuare ad essere torturato. Ma impariamo dai nazisti (che scandalo! dirà subito qualcuno) i quali applicavano la tortura non per costringere alla confessione di colpevolezza, di cui se ne facevano nulla, ma per costringere il torturato a fare i nomi di tutti i suoi complici. Sotto tortura  il torturato sarà costretto a segnalare i luoghi di latitanza dei complici. Perché certamente ognuno che appartenga ad un particolare clan conosce  il nascondiglio dei suoi complici. A questo punto bisogna fare una verifica incrociata. Se il torturato fa il nome  di uno che non c'entri niente (come è capitato spesso con l'uso dei pentiti, che il Beccaria condannò aspramente dicendo che il suo uso era solo manifestazione di uno Stato debole che si arrende, mentre giustificava la pena di morte, e nessuno mai lo dice, per tutte le organizzazioni a delinquere che mettono a repentaglio la pace sociale) allora si renda più forte la tortura per punizione. Scapperanno fuori i nomi dei complici dello stesso clan. Una volta che si arrestino i rappresentanti, piccoli o grandi, dei diversi clan camorristici, che non hanno una organizzazione piramidale (come la mafia), essendo divisi e in guerra tra loro, sarà facile farli fuori arrestandoli. Ma questo non basta. Bisogna usare le loro stesse armi. Essi usano la pena di morte. Pertanto bisogna usare la pena di morte nei confronti di quelli i cui nomi siano stati fatti dal torturato. Promettendo salva la vita (ma in galera) al torturato che abbia fatto i nomi dei complici. Sono certo che con questo premio più facilmente il torturato farebbe i nomi dei suoi complici, da cui non avrebbe alcunché da temere perché verrebbero condannati a morte. Anche perché questi criminali continuerebbero a comandare dal carcere ricattando guardie carcerarie, direttori delle carceri e persino qualche giudice minacciandoli di morte o minacciando rappresaglie sulle famiglie. Altrimenti è come pretendere di sconfiggere un esercito dotato di artiglieria pesante  usando solo dei fucili. La guerra sarebbe persa a priori. E sempre sarà persa con questa fogna di democrazia dei partiti corrotti. Che guerra si può vincere contro la camorra con un ministro dell''interno quale è l'idiota Alfano, che va vantandosi dell'arresto di un latitante tra i cento latitanti? Più idiota di così è impossibile. Occorrerebbe un prefetto  di ferro quale fu Cesare Mori, nominato da Mussolini per combattere la mafia. Che però non fu sconfitta perché il prefetto Mori scoprì che anche alcuni fascisti avevano collegamenti con la mafia. A questo punto Mussolini lo rimosse premiandolo. Il solito promoveatur ut amoveatur. Durante il fascismo la mafia fu solo addormentata persino venendo a patti con i suoi maggiori rappresentanti. Oggi dunque occorrerebbe un prefetto Mori rinforzato dandogli carta bianca con l'uso della tortura. Altrimenti si rimarrà alla professione della ridicola retorica anticamorra dell'inutile libro Gomorra di Saviano, costretto a vivere sotto scorta.  O tortura e pena di morte o camorra per sempre. Scegliere.   
TRA I 100 PIÙ PERICOLOSI

Camorra, il boss
in manette mentre guardava alla tv
Inter-Napoli

sabato 16 aprile 2016

OCCORRE UNA POLITICA FORTE PER COSTRUIRE MURI ...

...contro individui come questa pazza fautrice dell'invasione. Tra l'esagitato giramondo a capo dello sgoverno con mire dittatoriali e questa brutta faccia della Boldrini dal naso che sembra rifatto con quelle brutte narici che sembrano due forni, con questo sciagurato papa che lancia il tam tam all'Africa perché arrivino altri invasori siamo messi veramente male. Con quale criterio ne ha scelto 12 su circa 4000? Forse perché 12 erano gli apostoli? Ma 12 Giuda, perché tutti siriani, cioè musulmani. Solo che poi Giuda si pentì e si impiccò. Questi Giuda non si pentiranno mai di essere musulmani. Sono i peggiori perché hanno causato la guerra civile nella Siria contro il legittimo governo di Assad, garante anche della libertà dei cristiani, hanno così favorito l'ingresso dei tagliagole dell'ISIS, e adesso piangono come se fossero innocenti mentre sono colpevoli della loro condizione. Meriterebbero di essere ributtati tutti in mare. Guardate le donne: tutte con la testa coperte dal velo, simbolo della sottomissione coranica della donna all'uomo. Mentre la moglie di Assad non usa il velo. Questo sciagurato papa con la sua scellerata vocazione antievangelica ("chi non è con me è contro di me" disse Gesù) si porta i nemici in casa portando la Chiesa al suicidio favorendo anch'egli l'invasione islamica. Tra questi siriani vi erano anche dei cristiani. Ma questo papa, certamente per scelte politiche disgustose, e non religiose, ha preferito dei musulmani. E il popolo pecorone (senza offendere le pecore che sono più intelligenti) si genuflette di fronte a questo scellerato con sperticati elogi, magari da ipocriti di regime.   
Domani voterò sì sapendo di non sbagliare. Anche se sarà un voto inutile a causa di un popolo imbelle per la maggior parte, come quello italiano, che si fa corrompere come Giuda con trenta danari (80 euro) da un delinquente a capo dello sgoverno. Non ha capito che per essere nel giusto bisogna fare il contrario di ciò che dice l'esagitato giramondo per essere sicuri di non sbagliare. A morte i tiranni e i loro accoliti.  Ha detto il costituzionalista Michele Ainis che l'esagitato, come lo chiamo io, dovrebbe essere accusato di tradimento della Costituzione perché nessun rappresentante delle istituzioni deve permettersi di influenzare il voto degli elettori. E questo vale anche per quel carrierista ex comunista che è Napolitano, che a 90 anni non si decide a stare zitto crepando, perché solo la morte gli potrà tappare la bocca. Uno che servo di Togliatti disse nel 1956 (aveva 32 anni) che "i carri armati sovietici hanno riportato la pace in Ungheria" (sic!). Sì, con 20.000 morti. E per tanti anni tacque sulle foibe istriane perché il P.C.I. proibiva che se ne parlasse. Poi per fare carriera questo lurido individuo ha preferito fare il voltagabbana diventando uno sfegatato alleato degli Stati Uniti e dell'UE. Cioè di due disgrazie.  
  

LA GENTACCIA IGNORANTE E CRUDELE CONTRO I PICCIONI.

Riporto queste pagine dal mio libro IO NON VOLEVO NASCERE (Ed.Bastogi, 458 pagine) avendo visto un piccione morto perché certamente aggredito o da una cornacchia o da un gatto. Vi erano piume sparse per l'aiuola. Probabilmente ha cercato di difendersi scappando. Che razza di natura malvagia. Ma più malvagia le gentaccia ignorante che crede nella menzogna che i piccioni portino malattie. E si passano l'uno con l'altro questa diceria. Ebbi occasione di parlare con il sindaco attuale, Massimo Zedda, uno che ha abbandonato gli studi universitari per darsi alla politica.  Gli dissi che, pur contro l'ordinanza del suo prececessore Emilio Floris che proibiva di dare da mangiare ai piccioni, io continuavo a dare da mangiare ai piccioni nella piazza sotto casa. Mi rispose: peccato veniale. Ma non revocò l'ordinanza del suo predecessore nonostante avessi aggiunto che esisteva un prodotto innocuo e testato (Ovistop) che, mischiato con mangime, serviva come anticoncenzionale per i piccioni. Basta darlo nei mesi estivi. Potrebbero distribuirlo i netturbini nelle piazze di maggiore presenza di piccioni. La gentaccia dice che sporcano nei loro balconi. Ma non usano piccoli rimedi per allontanarli, come l'uso di girandole o di respingenti di alluminio flessibile che non danneggiano le zampe.  Anni fa (nel 2009) feci uno studio che riportai nel citato libro. Ecco le pagine del libro. 
     
Negli anni passati dovetti assistere almeno due volte in due piazze vicine a casa a scene tremende di piccioni morenti con il sangue al becco a causa di individui scellerati che credono che l'unica soluzione consista nell'avvelenarli spargendo di notte del grano avvelenato. Ma anche in altri luoghi avvennero in tempi diversi degli avvelenamenti. Sono costretto a ricordarmi, a causa di questa gentaccia di avvelenatori, la cui vita per me vale meno di quella dei piccioni, di quando accorrevo con delle buste per raccogliere i piccioni avvelenati per cercare di salvarli con mangime vitaminizzato e con acqua e zucchero. Avevo per questo adibito una stanza dopo avere ricoperto tutti i mobili con dei teloni di celofan. Riuscivo a salvarne meno della metà. A quelli che si salvavano ridavo libertà dopo che erano nuovamente in grado di volare. Cercai un appuntamento con il sindaco, Emilio Floris, un tipo arrogante, che non si degnò nemmeno di ricevermi. Costui, proprietario per eredità di una clinica privata, per un po' di tempo aveva fatto il cardiologo nella sua stessa clinica tanto per sfruttare la sua condizione di privilegio. Vi è da pensare che avesse scelto la cardiologia per impegnarsi al minimo, limitandosi il cardiologo a far fare l'esame alla macchina che fa i tracciati. Non si può dire di certo che si sia sprecato il cervello. Ma, non avendo evidentemente alcuna vocazione per la medicina, nemmeno per quella di routine del cardiologo, si dette a tempo pieno alla politica. E ora è senatore di Forza Italia. Mi ricordo di un padre che diceva al figlio: se vuoi avere successo nella vita studia moltissimo. Altrimenti datti alla politica. Riuscii a parlare con due assessori che fecero vaghe promesse in merito alla soluzione che proponevo, non avendo in realtà alcun interesse e sensibilità alla questione. E la soluzione consisteva nel distribuire tramite netturbini nei punti (soprattutto piazze) di maggiore affluenza di piccioni uno speciale mangime, testato ed innocuo, che era già stato sperimentato positivamente in varie città da amministrazioni comunali giacché esso rende sterile l'accoppiamento. Questo sindaco – si sappia quale testa ha - aveva emanato un'ordinanza con cui proibiva di dare da mangiare ai gatti randagi e comminava una severa multa ai trasgressori perché riteneva che in questo modo si sarebbe combattuta la presenza di topi. Con la sua eccelsa testa aveva pensato che i gatti si sarebbero sentiti costretti a dare la caccia ai topi. Ma una rivolta delle associazioni animaliste lo costrinse a ritirare subito l'ordinanza. Non vi fu, al contrario, alcuna rivolta quando qualche anno dopo emise un'ordinanza che proibiva di dar da mangiare ai piccioni e comminava 500 euro di multa ai trasgressori. Io di questa ordinanza continuerò a fregarmene. E con questo libro dichiaro colpevole questo individuo di non aver mai voluto prendere un provvedimento innocuo per risolvere il problema dei piccioni. Un sindaco che rifiuta di spendere dei soldi per evitare la proliferazione dei piccioni ma che non lesina finanziamenti per iniziative frivole e a beneficio di varie associazioni pseudoculturali con ritorno di voti o di qualche cantante per allietare alcune festività a beneficio del volgo. Odi profanum vulgus et arceo (Orazio). La gente, anche terrorizzata da articoli accusatori dei piccioni, ritenuti portatori di varie malattie, li odia ingiustamente. Non è vero che essi siano portatori, per esempio, di salmonellosi. Altrimenti da quando mi sarei ammalato.

Non potrò mai dimenticare un povero piccione che, una domenica mattina, mentre mi trovavo fermo ad un semaforo con il rosso per le auto, diretto a Marina piccola, invitato in barca da alcuni amici, attraversava lentamente la strada sulle strisce pedonali in corrispondenza di un secondo semaforo distante una ventina di metri da quello sincronizzato di fronte a cui mi trovavo. Mi vennero subito dei brividi di paura. Quasi un presentimento. Speravo che arrivasse all'altro marciapiede in tempo. Era arrivato a poco più della metà delle strisce pedonali quando scattò il verde per le auto. Una prima macchina gli passò sopra lasciandolo involontariamente indenne, ma una seconda auto proveniente da destra rispetto alla prima non fece nulla per risparmiarlo. Avevano tutti fretta di andare al mare. Li maledissi tutti, augurando a quello che lo uccise di fare una brutta fine in auto, schiacciato tra le lamiere. L'imbecillità e la crudeltà umana si rileva anche da questo triste episodio. Nessuna pietà per chi non ha pietà. Anche quando si tratti di un piccione che attraversa la strada, per cui gli insensibili, cioè quasi tutti, non hanno alcun riguardo. E se non sono insensibili sono dei cretini tutti gli automobilisti che pensano che il piccione abbia in ogni caso il dovere di spiccare all'ultimo momento il volo per salvarsi, senza pensare che il piccione possa essere stanco e debole, privo di pronti riflessi. Odio, dunque esisto.

Ho fatto una ricerca e ho scoperto che ai piccioni sono attribuite ben 60 malattie da contagio. Ma quest'opera di terrorismo è portata avanti da ditte interessate a fornire opere di disinfestazione o mezzi di qualsiasi genere atti a proteggere grondaie, sottotetti ed anfratti di ogni tipo per impedire le nidificazioni dei piccioni. Se, invece, si legge qualche ricerca scientifica sull'argomento si scopre che è tutto falso.1 I piccioni sono accusati di essere fonte soprattutto di salmonellosi, che si trasmetterebbe tramite il guano. Ma da un articolo di due ricercatori che, esaminando una letteratura italiana, francese e tedesca, hanno tenuto conto di 77 studi epidemiologici condotti nell'arco di 60 anni (dal 1941 al 2003) in 60 diverse aeree urbane e regioni, è emerso che soltanto 7 degli asseriti 60 organismi patogeni attribuiti ai piccioni sono trasmissibili all'uomo e che soltanto 176 casi di trasmissione si sono avuti in 60 anni, tra cui un solo caso di salmonellosi e un solo caso di toxoplasmosi. Ma è evidente che la condizione è che il piccione sia ammalato e che uno tocchi il guano e poi si porti la mano alla bocca o si mangino cibi contaminati dal guano di piccioni ammalati.2 Si tace del fatto che la salmonellosi è quasi sempre trasmessa dall'ingestione di verdure crude e non lavate bene. In pratica il rischio è inesistente. Se è vero che i piccioni hanno spesso dei parassiti (tra cui acari), è anche vero che tali parassiti non possono costituire alcun pericolo per l'uomo, se non coabita con piccioni ammalati. E risulta scientificamente falso che l'aria possa trasmettere infezioni veicolate dai parassiti del piccione. Ha scritto il veterinario Oscar Grazioli che, anche se soltanto l'1% dei bambini che si sono avvicinati ai piccioni di p.zza San Marco a Venezia fosse rimasto contagiato da malattie infettive trasmesse da piccioni, la p.zza S. Marco avrebbe meritato di essere chiamata p.zza Erode.

Tutti i sindaci che da ignoranti hanno vietato di dare da mangiare ai piccioni non hanno considerato che proprio a causa di ciò i piccioni sono costretti ad una dieta povera che li rende deboli e indifesi contro le malattie. 3 Se ne deduce che sono proprio i sindaci a favorire, con i loro divieti dettati da ignoranza, le malattie dei piccioni, mentre dovrebbero provvedere a fornire ad essi una dieta equilibrata aggiungendo un noto prodotto che ha un'azione antifecondativa sui maschi. I loro stupidi divieti sono solo controproducenti perché non servono a fare diminuire il numero dei piccioni ma ad aumentare il numero di quelli possibili vittime di malattie per debolezza causata da insufficiente nutrimento.

Si ignora che i piccioni hanno partecipato ai conflitti tra uomini sino alla seconda guerra mondiale.4 Nella prima guerra mondiale il 95% dei piccioni portò a termine la sua missione, anche se ne rimasero uccisi 20.000. Al loro sacrificio furono eretti dei monumenti a Bruxelles e a Lille (Francia).Non si può fare a meno di ricordare il piccione Cher Ami, che salvò dal fuoco amico dei francesi il resto di un battaglione di 500 soldati americani intrappolati tra colline portando il messaggio ai francesi perché smettessero di sparare contro di essi credendo fossero tedeschi. Arrivò senza una gamba e con il petto trafitto da una pallottola dopo aver percorso 40 km. Durante la seconda guerra mondiale l'Inghilterra aveva “arruolato” 200.000 piccioni. I piccioni erano capaci di tornare nella loro colombaia con una stupefacente capacità di orientamento dopo essere stati portati in altra regione, anche attraversando il canale della Manica per il ritorno in Inghilterra. I tedeschi passavano per le armi chiunque fosse trovato con piccioni viaggiatori. Agenti tedeschi infiltrati in Inghilterra, a loro volta, inviavano piccioni in Germania. A Cornlough (Irlanda) è stata scoperta nell'ottobre del 2009 una targa in onore del piccione Paddy che alle ore 8,15 del 6 agosto 1944, volando anche di notte, arrivò in Inghilterra portando l'annuncio dello sbarco degli americani in Normandia. Paddy coprì 230 miglia in cinque ore sfuggendo alla falconeria tedesca. Fu decorato con una medaglia al valor militare. Dal 1943 ad oggi sono 60 gli animali decorati con medaglia al valor militare. Ebbene, 32 di questi sono piccioni, tra cui Mary of Exeter, ferita quattro volte mentre portava messaggi tra Francia e Inghilterra. “Se vedete un piccione ricordatevi di Paddy e di Cher Ami e toglietevi il cappello”.5

Se lo ricordino tutti quelli che odiano i piccioni o non hanno alcun riguardo per essi, compreso quel maledetto che il giorno 27 gennaio 2009 (stesso giorno in cui lo sto scrivendo) – non so quanto tempo prima che io passassi in quel punto - ha schiacciato un piccione con la sua auto pur entrando in uno spazio di parcheggio della via Goldoni di Cagliari o uscendo da esso, e dunque procedendo necessariamente a bassa velocità. Si merita una fine simile.

A causa della crudeltà degli avvelenatori di piccioni sono costretto a tenere in casa, in una stanza, con il pavimento ricoperto di giornali, due piccioni che non volano più perché, pur sopravvissuti all'avvelenamento, hanno dei disturbi neurologici permanenti. Altri due sono stati da me raccolti perché, rimasti vivi dopo essere stati investiti da un'auto, hanno tuttavia un'ala spezzata. Il più anziano, una femmina, ha 17 anni. E i veterinari che conosco sanno operare solo cani e gatti. D'altronde, se si tratta di salvare dei rapaci, intervengono subito varie associazioni. Se si tratta di piccioni, tutti se ne fregano. Debbo riconoscere che i piccioni non si affezionano all'uomo. Ne allevai alcuni quando erano appena nati. Da pulcini sembrano promettere una capacità di affezione che scompare quando, in concomitanza con il cambiamento di voce, con l'abbandono del pigolio, diventano adulti. I quattro piccioni, pur conoscendomi ormai da molti anni, conservano un atteggiamento di diffidenza. Solo la femmina di 17 anni sembra rispondere alla mia voce quando la chiamo.

1 Scrivendo su Google “malattie dei piccioni” vedi per esempio due interventi del noto veterinario Oscar Grazioli: Basta leggende, non sono uccelli pericolosi (www.animvioggi.it) e Milano: ma va' là, i piccioni sono sani (ibidem). Vedi inoltre Stop tiro a piccioni in città, non portano malattie (www.cami74.com), dove vengono riportati i risultati dei due ricercatori svizzeri e Rischio-colombi, proviamo a fare un po' di chiarezza (www.ilponente.com), ove si dice che “ogni volta che se ne ammazza uno si dà via libera ai suoi ectoparassiti costretti ad andare a cercarsi una nuova fonte di nutrimento...I casi di trasmissione uomo-uomo rappresentano il 98% delle malattie da contagio”.

2 Come affrontare le problematiche dei piccioni in ambiente urbano (www.unaecoanimali.it).

3 V. Il colombo o piccione di città (www.lucianoschiazza.it). Sulla sterilizzazione v. Guerra ai piccioni, iniziata la sterilizzazione dei maschi (www.iltamtam.it)

4 Oscar Grazioli, Sbagliato odiare i piccioni: sono eroi, Il Giornale del 18 ottobre 2009 (www.anmvioggi.it); Giorgio Iacuzzo, Piccione viaggiatore: prezioso anche nella guerra tecnologica (www.storiain.net); Animali in guerra: un esercito di eroi (ricerca.repubblica.it).


5 Oscar Grazioli, art. cit.

giovedì 14 aprile 2016

RIFLESSIONI SULLA ZECCA...

Non mi riferisco alla Zecca di Stato ma a quello schifoso insetto che succhia il sangue e causa, se infetta, una febbre chiamata bottonosa, che può essere anche mortale. E' consigliabile a chi vada in campagna strofinarsi le caviglie con aglio. O tenere almeno dell'aglio in mano. Le zecche sono cieche ma hanno un odorato finissimo e sentono la preda da lontano. Ma come i vampiri fuggono all'odore dell'aglio. Esiste un'altra malattia specifica dei cani, chiamata filiariosi, causata da un micidiale batterio. Vi è poi la leismaniosi causata da un insetto simile ad una zanzara, che provoca insufficienze respiratorie attaccando i polmoni. E poi la peste umana causata sempre dai topi, non da tutti, ma solo da quelli che siano stati infettati da un particolare batterio. Ora, io mi domando. Perché esistono in natura questi batteri che veicolano gravi malattie tramite insetti o topi? Perché esiste la schifosa zecca, perché esiste la zanzara (ancor più pericolosa quella malarigena, cioè causa della malaria)? Basterebbe riflettere su tutto ciò per maledire questa natura così mal fatta. Nell'ambulatorio veterinario mi è stato detto che Laika possa essere stata punta da una zecca nell'ipotesi che lo stato febbrile duri non più di due giorni. E con l'impiego di antibiotici e antinfiammatori in effetti la febbre è passata in due giorni da 41 a 38,3. Bisogna considerare che nei cani la temperatura normale è di 38 o 38e1/2 gradi. Ma come poter maledire la natura se non maledicendo un ipotetico creatore che l'avrebbe creata? Meditino su tutto ciò i credenti prima di farsi imbrogliare dalle religioni. Se questo dio esistesse  sarebbe il peggiore criminale che si possa immaginare, di fronte al quale nemmeno tutti i crimini umani di tutta la storia potrebbero eguagliare in criminalità questo maledetto autore della natura. Altro che dire, come dicono gli idioti, che dio è amore. Cazzate, stronzate inventare sulla base dell'ignoranza della biologia evoluzionistica, fondata sulla presenza DETERMINANTE della casualità. La storia di tutte le migliaia di specie estinte da quando vi fu l'esplosione della vita nei mari circa 600.000.000 di anni fa dimostra che non vi è stato mai in natura un progetto finalistico, un disegno intelligente della natura, come dicono i teologi. Una tartaruga può vivere più di cento anni, mentre un cane incomincia ad invecchiare dopo i 10 anni. Ho avuto in casa un piccione che non poteva volare perché raccolto 23 anni fa dalla strada con un'ala spezzata. Non poteva più volare. Nessun veterinario allora si era sentito in grado di operarlo a causa dell'anestesia. Oggi con nuovi anestetici, mi è stato detto da un veterinario esperto in volatili, sarebbe stato operabile. Ebbene, questo piccione, una femmina, è vissuto ben 23 anni in casa camminando. Può darsi che avesse più di 23 anni. Il piccione è un animale intelligente, ha una memoria formidabile nella conservazione del percorso che deve rifare anche se lontano centinaia di km dal luogo in cui è stato rilasciato. Ne sono un esempio i piccioni viaggiatori impiegati durante la prima e la seconda guerra mondiale. Durante la seconda guerra mondiale venivano rilasciati dall'Inghilterra per portare messaggi in Francia e poi tornavano in Inghilterra. Per questo i nazisti avevano imposto la pena di morte a chi allevasse piccioni ed erano pronti a sparare verso il cielo per abbatterli come se fossero aerei. Molti perirono da eroi di guerra. In Inghilterra vi sono dei monumenti e delle medaglie in onore degli animali morti in guerra. Ebbene, la maggior parte di questi animali è costituita da piccioni.

Onore ai piccioni | Ornitotteri.it

https://ornitotteri.wordpress.com/2008/04/09/onore-ai-piccioni/
09 apr 2008 - A Londra sta per realizzarsi il primo cimitero per gli eroi di guerra con coda, pelo e anche ali e pinne. Costerà oltre un milione di sterline, sarà ..Ma il piccione è un animale anaffettivo. Un passerotto è invece capace di affettività. Un cane, tipico animale da compagnia e dalla massima affettività, a causa del suo metabolismo accelerato, vive assai meno di un piccione. E questa sarebbe una natura intelligente? 
La natura ha offerto sempre uno spettacolo tremendo nella lotta per la sopravvivenza, dove poi i batteri portatori di morte sono così "stupidi" che, uccidendo l'organismo di cui sono parassiti, non fanno che suicidarsi.  dio maledetto per chi ci crede.      

Vi è infine un altro argomento per dimostrare che dio non esiste. Se dio esistesse farebbe morire di peste tutti i musulmani. Almeno userebbe un male a fin di bene. Una peste fisica per eliminare una peste mentale. 

Allarme batteri resistenti:
"Più minacciosi del cancro"

mercoledì 13 aprile 2016

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