domenica 28 febbraio 2016

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In seguito a un'istanza legale ricevuta da Google, abbiamo rimosso questo post.

AD ANTONIO PENNACCHI

Lasciato nel suo sito

Antonio Pennacchi

www.antoniopennacchi.it/
Non basta vincere un premio strega per evitare di essere stronzi come lei. Lei appartiene alla falsa sinistra che non ha più alcunché di sinistra. Ha perso il riferimento alla classe operaia sostituita con quella degli invasori, dei frichettoni dei centri cosiddetti sociali, dei pederasti e delle lesbiche, e via dicendo. E si tolga quel ridicolo berretto una buona volta. Nel suo cognome vi è una lettera sbagliata.
pietromelis.blogspot.com  

GRAZIE ALLE UNIONI (IN)CIVILI

La legge riguarda tutte le coppie, perciò anche quelle normali. Poiché è compresa anche la reversibilità della pensione, si prospetta  un contrasto tra matrimonio e unione civile. Infatti non ho mai sentito dire che per l'unione civile valga la legge antibadanti, che, voluta dalla Lega Nord con il governo Berlusconi, prevede che dopo i 70  anni la pensione di reversibilità sia concessa soltanto a condizione che il matrimonio duri almeno 5 anni se contratto con una cittadina e 10 anni con una straniera. E che la differenza non debba superare i 20 anni. La pensione di reversibilità in tal caso viene calcolata nella misura di 1/5  o di 1/10 (se si tratta di una straniera) per ogni anno di matrimonio. Su questa differenza tra cittadina e straniera ho soltanto raccolto voci. Se qualcuno ha notizie precise me lo dica. Notare come questa legge sia scriteriata perché ha fatto di tutte le erbe un fascio. Se uno rimane vedevo dopo i 70 anni la seconda moglie deve sperare che il marito viva almeno altri 5 anni o 10 anni se si tratta di straniera. Leggi fatte senza cervello perché la seconda moglie non fa che sostituire la prima nel diritto alla pensione di reversibilità. Legge che dovrebbe essere considerata anticostituzionale giacché lo Stato non può impore ad alcuno di sposarsi prima dei 70 anni e con una donna che abbia una differenza di età superiore ai 20 anni.  
Ma sembra che questa legge antibadanti non valga per le unioni cosiddette civili (che riguardano anche le coppie uomo-donna). Ma allora è meglio scegliere l'unione civile invece del matrimonio. Così è assicurata la pensione di reversibilità senza l'ostacolo della legge antibadanti. Fatta per impedire che il vecchietto potesse sposare una giovane, straniera o non, e lasciarle la pensione di reversibilità oltre che l'eredità a danno dei parenti (tra cui moglie separata e figli, tranne la legittima ad essi dovuta per un massimo di 2/3 se vi è più di un figlio, perché il  terzo restante rimane libero a favore di chi si voglia se vi è un testamento).  

sabato 27 febbraio 2016

LA LEGGE NAZISTA A PROTEZIONE DEGLI ANIMALI E L'ODIERNA BARBARIE EUROPEA

Animali
        ammassati nei camion, portati a morire fuori dall'Europa Video ambiente

Animali ammassati nei camion, portati a morire fuori dall'Europa Video

 DAL MIO LIBRO SCONTRO TRA CULTURE E METACULTURA SCIENTIFICA
La legge nazista a protezione degli animali, pur contraddicendosi, andava oltre il mancato riconoscimento di diritti naturali all’animale non umano. Essa equiparava al maltrattamento “la negligenza nell’efficace protezione degli animali contro trattamenti inadeguati”, come nei sistemi di allevamento.  A questo riguardo la legge nazista – trascurando i tanti dettagli che qui non possiamo riportare - imponeva, per esempio, al § 2, che le stalle non fossero “prigioni per animali” non riparate dal freddo, ma fossero abbastanza ampie in relazione al numero degli animali perché l’anidride carbonica espirata non fosse maggiore dell’ossigeno, secondo la richiesta “più luce nelle stalle”; che l’alimentazione non fosse forzata allo scopo di favorirne l’ingrasso, “perché il forzato afflusso di cibo e il costante sovraccarico degli animali significano una tortura ininterrotta e lunga settimane”; che un cane, se tenuto all’aperto, dovesse avere una cuccia sollevata da terra e riparata dal freddo e non potesse stare alla catena se non a condizione di poter correre liberamente almeno due ore al giorno; che in orti di 300 mq  animali come i conigli non soffrissero il freddo e non potessero esservi più di due coniglie con relativa prole  e quattro galline; che gli animali giovani o deboli non potessero essere portati al pascolo nelle giornate fredde;  che il mandriano non potesse costringere gli animali a camminare forzandoli con il pungolo o con il bastone; che gli uccelli in gabbia dovessero avere uno spazio sufficiente; che un animale non potesse essere impiegato oltre le sue capacità lavorative, dovendo un animale vecchio essere mantenuto per carità o morire di morte indolore; che gli animali non potessero essere sottoposti a maltrattamenti negli addestramenti “perché l’ammaestramento richiede comprensione per le peculiarità e per la psicologia dell’animale e deve essere affidato a persone che agiscano umanamente, che hanno sensibilità nei confronti dell’animale e comprensione per le capacità valorizzabili; che cessasse pertanto l’impiego dell’orso danzante, come ogni spettacolo fatto da ambulanti od ogni tipo di esposizione di animali in gabbia come spettacolo; che cessasse ogni combattimento fra animali (compreso quello tra galli). Veniva altresì considerato reato l’abbandono di animali, a tal punto da ritenere che fosse abbandono il semplice non curarsi di un cane o un gatto che si avvicinasse ad un uomo, come pure sopprimere dei cuccioli senza avere prima la certezza che potessero essere affidati e, in subordine, il non averli portati da un veterinario per l’eutanasia con il cloroformio.
Non potendo dilungarci oltre nei dettagli veniamo al punto cruciale che è il sistema di macellazione. Il commento alla legge nazista fa esplicito riferimento al “rito ebraico-islamico”, che viene fatto rientrare in un caso di grave maltrattamento degli animali in quanto privati di anestesia prima di essere abbattuti nei mattatoi. La legge relativa è del 21 aprile 1933 e precede dunque la legge a protezione degli animali (24 novembre 1933). Viene rifiutata “come atrocità la macellazione eseguita secondo il rituale ebraico, vale a dire l’abbattimento degli animali mediante il dissanguamento ottenuto mediante recisione dei grandi vasi giugulari senza previa anestesia”. Il commento riporta quanto nel 1910 ebbero a dichiarare 612 veterinari e 41 associazioni veterinarie tedesche nel Reichstag tedesco: “sono riconducibili al maltrattamento e estremamente angoscianti per gli animali già gli indispensabili preparativi, l’immobilizzazione con le corde ed il buttare l’animale a terra, così come il trasferimento coercitivo del collo nel cappio…è senza dubbio riconducibile al maltrattamento lo stesso taglio, praticato agli animali mentre sono in pieno possesso della loro coscienza e della loro sensibilità e che spesso, come in teoria erroneamente si suppone, non diminuiscono progressivamente dopo pochi secondi, ma soltanto dopo che per l’animale sono trascorsi atroci minuti. L’intero atto della macellazione secondo il rituale ebraico ha un effetto raccapricciante sullo spettatore imparziale ed è atto a provocare un abbruttimento nella giovane generazione dei macellatori”.  Nel 1927 la Protezione Animale fece un’inchiesta rivolta a tutti i professori di anatomia e fisiologia delle Scuole Superiori di Veterinaria e delle Facoltà del Reich e 17 dei 20 professori risposero che il rituale ebraico era da ritenersi un “maltrattamento per l’animale”, “barbarico”, “orrendo”, “ripugnante”, “una cosa disumana”. 
Poiché gli ebrei ortodossi erano rimasti insoddisfatti anche della proposta dell’uso dell’elettronarcosi, il governo tedesco volle sentire il parere di scienziati ebrei (il prof. Jellinek di Vienna e il prof. Lieben di Praga), che attestarono che le microscopiche modifiche del cervello erano trascurabili e pertanto l’opposizione degli ebrei ortodossi non era giustificata. La questione venne dibattuta anche nel 1932 nella Prussia orientale e diversi istituti anatomo-patologici studiarono anche gli effetti che aveva avuto la corrente elettrica sul cervello in individui che erano sopravvissuti ad incidenti. Furono riscontrate delle piccole emorragie visibili al microscopio. Il governo nazista con una circolare del 21 gennaio 1935 mise al corrente i governi dei Laender di questi risultati. Dopo di che si ritenne che l’insistenza degli ebrei ortodossi fosse “un masso sulla via della regolamentazione giuridica della macellazione ed in parte anche dello viluppo della Protezione Animale in Germania e all’estero. Ma già il governo della Baviera aveva imposto il 17 maggio 1930 la Legge sulla macellazione con anestesia. Seguirono altri Stati tedeschi. Ormai il terreno era pronto per vietare in tutta la Germania il rituale ebraico, e il governo nazionasocialista ritenne che dovesse attribuirsi maggiore importanza alle richieste della Protezione Animale piuttosto che a quelle degli ebrei ortodossi. Era stata la Svizzera la prima nazione a mettere fine alla macellazione senza anestesia nel 1893. Successivamente la Sassonia nel 1892 e la Finlandia nel 1913, la Norvegia nel 1929.  In Polonia rimase limitata in alcuni mattatoi con legge del 1937 e nello stesso anno in Svezia fu vietato il rituale ebraico. Il Congresso internazionale della Protezione Animali del 1935 a Bruxelles, consigliando una moderazione nell’uso dell’elettronarcosi e volgendosi contro il rituale ebraico, per il resto richiese che gli animali venissero prima anestetizzati. All’ultimo congresso veterinario, tenutosi a Zurigo nel 1938 si consigliò a tutti i governi di creare disposizioni sull’anestetizzazione degli animali nei mattatoi.

Le obiezioni degli ebrei ortodossi furono rintuzzate in Germania sulla base della considerazione che una legge statale generale può porre limiti anche alla libertà religiosa.

Gli ebrei dell’Alta Slesia ottennero nel 1934 che fosse riammesso il rituale ebraico in quella regione sulla base di un accordo del 1922, e scaduto l’accordo nel 1937 nemmeno in Alta Slesia fu più fatta eccezione per gli ebrei.[1]  Fa meraviglia che il governo nazista abbia rispettato un simile accordo.     
Gli ebrei ortodossi hanno sempre fatto valere la posizione secondo la quale l’atto della macellazione secondo il rituale ebraico è un doveroso atto religioso; la loro religione proibirebbe loro il consumo di carni di animali che sono anestetizzati prima del dissanguamento, e una disposizione che dovesse rendere impossibile la macellazione secondo il rituale ebraico sarebbe un intervento inammissibile nel diritto alla pratica libera e indisturbata della religione garantita dalla costituzione e dalla libertà di coscienza. Lo Stato precedente dimostrò, per questi desideri del mondo ebraico e per le riflessioni nate dalla dottrina ebraica, molta più attenzione che non alle pressanti richieste della Protezione Animali, tanto più che, anche da parte degli ebrei, furono presentate relazioni che definivano la macellazione secondo il rituale ebraico come non più orrenda di altri modi di abbattimento. Secondo le spiegazioni di parte ebraico-ortodossa le leggi alimentari ebraiche, che sarebbero di origine divina e che troverebbero la loro motivazione nei testi basati sulla Bibbia, dicono che un animale può essere macellato soltanto se non è in qualche modo ferito nei suoi organi principali…Sebbene il comandamento fosse evidentemente una disposizione sanitaria, per fare in modo che animali straziati e già mezzo morti fossero ancora macellati, dagli ebrei ortodossi anche i chimici per l’anestetizzazione degli animali (come il cloridrato, il cloroformio, il cloruro di magnesio, etc.) furono rifiutati con riferimento al fatto che l’organismo animale non si troverebbe più nella forma datagli da Dio”.  Spiegano i commentatori alla legge che gli ebrei rifiutarono anche l’anestesia tramite elettronarcosi perché anche questo metodo causerebbe danni agli animali da macello, soprattutto nel cervello. Agli ebrei fu concesso con circolare del 27 luglio 1933 di importare della carne di animali macellati secondo il rituale ebraico. 
La legge sulla macellazione con il decreto del 21 aprile fu estesa alle macellazioni casalinghe, nelle campagne. Pertanto anche gli animali come i conigli e le galline dovevano essere prima private dei sensi, previa istruzione di coloro che effettuano la macellazione, sorvegliati da ufficiali veterinari. Anche in tal caso dovevano essere rispettate le norme che imponevano che la macellazione fosse eseguita dopo un regolare corso professionale ed avere sostenuto un esame che rilasciasse apposito certificato. Mentre, da una parte, si risparmiavano inutili torture, la circolare voleva anche impedire che i bambini e gli adolescenti subissero un abbruttimento assistendo alla macellazione, che doveva avvenire al chiuso e fuori dei loro sguardi. Con la circolare del 23 ottobre fu predisposta una sorveglianza con particolare attenzione alle macellazioni casalinghe. E lo stesso decreto al § 6 si riservava di ammettere altri metodi di anestetizzazione. Al § 7 si precisava che “che gli animali dovessero avere gli occhi bendati perché evitare una loro irrequietezza.   
Vi è da riflettere su questo punto. Come può un uomo avere sensibilità e rispetto per la vita se è capace di macellare, come in una catena di montaggio, animali di ogni specie? L’atto dell’uccidere è materialmente identico. Non esiste violenza che non sia tale soltanto perché non indirizzata contro gli uomini. Se si ritiene che sia diseducativo assistere alla macellazione, significa che l’educazione è fondata sull’ipocrisia.
Con il successivo decreto del 14 gennaio 1936 si estendeva la macellazione con anestesia anche ai pesci. Tale decreto recepiva l’ordinanza del Ministro prussiano per l’agricoltura dell’11 settembre 1933, che, a sua volta, recepiva, unificandole le ordinanze di vari Stati tedeschi che avevano già provveduto ad estendere l’anestetizzazione ai pesci. Questi dovevano giungere vivi ai mercati in contenitori d’acqua di mare. “Se i pesci che sono tenuti in un contenitore d’acqua raggiungono in gran numero la superficie dell’acqua, è evidente che…l’acqua deve essere condotta sufficiente aria fresca; il pescivendolo, il ristoratore etc. dovrà aggiungere acqua fresca oppure far affluire per altra via ossigeno all’acqua”. “Il concetto della Protezione Animali, che i pesci devono essere storditi, anche se l’esecuzione dovesse comportare delle complicazioni per gli affari del commercio del pesce, è stato messo in primo piano (nel decreto). Con un po’ di buona volontà il commercio del pesce ammetterà la necessità di questa disposizione ed osserverà la norma…In caso di macellazione (del pesce) in casa, l’acquirente, l’albergatore etc. deve eseguire lo stordimento prima della macellazione…Bisogna ammettere che nel caso dei pesci e di altri animali di classe inferiore la cosiddetta attività di riflesso riguarda un ambito molto più ampio rispetto all’attività determinata da sensazioni consapevoli. Ma, anche se con molta probabilità si potrebbe contestare loro un sentire spirituale, si deve, comunque, fare in modo che, in caso di uccisione di questi animali, si agisca nella maniera più delicata possibile…L’elettronarcosi dei pesci è, di conseguenza, stata ammessa nel decreto anche per lo stordimento dei pesci”.
Quanto al trasporto degli animali le norme dell’8 settembre 1938 richiedevano che fossero evitati sforzi e disagi. I vagoni dovevano essere riparati internamente dal freddo e essere aerati vicino al soffitto durante l’inverno perché non ristagnasse l’anidride carbonica e dovevano avere delle porte aperte durante l’estate. La ferrovia doveva impedire il trasporto di animali infermi o fragili se ritenuti tali dal veterinario. Gli animali che si fossero ammalati durante il viaggio dovevano essere curati, se era possibile. Ma non potevano proseguire. I vagoni dovevano permettere a ciascun animale di avere uno spazio sufficiente. Fu approntata a tal fine una tabella riportante lo spazio necessario per ogni specie animale (per il cavallo, per esempio, lo spazio era di mq 1,90 x 2, per il bue di mq 150 x 1,75). Se il trasporto durava almeno 36 ore gli animali, oltre ad avere a disposizione, in qualsiasi caso, l’abbeveraggio, dovevano avere anche la nutrizione nelle stazioni di passaggio. Nelle stazioni dove vi era un regolare traffico di spedizioni animali bisognava approntare dei recinti dove gli animali potessero sostare per l’abbeveraggio e per il nutrimento. Gli animali posti in contenitori dovevano avere gabbie spaziose e aerate. Tali disposizioni dovevano essere rispettate alla frontiera anche per gli animali che provenivano da altro Stato, e quelli che fossero risultati malati o deboli non avrebbero potuto continuare ad essere trasportati. Ogni mucca con il suo vitello da latte doveva essere separata dagli altri animali tramite recinzione e non doveva sopportare un viaggio più lungo di 18 ore. Ai cavalli dovevano essere tolti gli zoccoli. Il pavimento dei vagoni doveva essere ricoperto di sabbia e fieno, terriccio torboso o segatura.
Il commento alla legge nazista per la protezione degli animali termina con considerazioni molto interessanti ed attuali. “Nell’ambito della protezione animale è nata in breve tempo un’opera giuridica speciale di alto significato etico e culturale, della quale possiamo essere orgogliosi, e che ha avuto risonanza ovunque e che supera la regolamentazione degli Stati esteri. La Germania nel campo della legislazione sulla protezione degli animali detiene il comando. Ma anche nell’impostazione dell’uomo nei confronti dell’animale, e nella posizione dell’animale stesso nella natura, si è verificato un grande cambiamento. L’animale non è più una parte della proprietà o un essere senza padrone come un tempo, con il quale l’uomo può fare ciò che vuole, ma una parte vivente della natura, nei confronti della quale l’uomo deve mostrare rispetto e compassione per le sofferenze che potrebbe provare. Adesso l’animale viene protetto di per se stesso; lo Stato riconosce che, in qualità di essere vivente, esso ha diritto ad essere protetto da maltrattamenti. Gli animalisti…vedono nella generosa legislazione sulla protezione degli animali del governo del Reich una ricompensa per il loro pluriennale, fedele e tenace lavoro. Deve entrare in gioco l’istruzione del prossimo, ed inoltre la comprensione per gli animali e l’amore per un essere muto devono essere risvegliati ed insegnati già a scuola, nonché resi bene comune di tutti i connazionali; gli uomini tedeschi devono essere educati alla protezione degli animali fin dalla più giovane età. Come ha detto Hermann Goering, “più importante delle leggi per la protezione animale è l’educazione degli uomini tedeschi alla tutela degli animali stessa”. Partendo da questa dichiarazione il Ministro per la scienza, l’educazione e la formazione del popolo, su richiesta della Lega del Reich per la protezione degli animali, ha ordinato di spiegare ed istruire nella maniera adeguata sul significato di "protezione animale" gli studenti e gli alunni delle scuole professionali e delle scuole elementari e di fare in modo che in tutte le scuole i programmi scolastici assicurino il diffondersi dell’effetto educativo della Legge per la protezione degli animali…La società tedesca di psicologia animale si è data il compito di esplorare i segni di vita legati allo spirito degli animali e di illuminare l’uomo sul suo naturale atteggiamento verso gli animali, e vuole rendere la ricerca sulla psicologia animale utile per la protezione animale; grazie a ciò essa svolgerà un lavoro preciso, in quanto soltanto un chiaro, ben fondato atteggiamento dell’uomo nei confronti dell’animale costituisce la base naturale per la protezione animale a livello dell’uomo nei confronti dell’animale costituisce la base per la protezione animale a livello pratico”.                            
Nonostante non appaia il concetto di diritto naturale, quest’ultimo passo, nel suo attribuire uno spirito agli animali, rappresenta un progresso rispetto ad una frase precedente che, negando si potesse attribuire all’animale un diritto soggettivo, identificava, si è visto, l’animale con un oggetto avente un padrone, se pur con il relativo dovere di proteggerlo, inspiegabile in mancanza di un diritto dell’animale. Siamo di fronte ancora ad una concezione antropocentrica, se pure caratterizzata dalla sostituzione del termine biblico “dominio” con il termine “protezione”.



[1]                Da notare come questo fatto sembri contrastare l’immagine di una persecuzione generalizzata degli ebrei, che si videro rispettare un precedente, se pur barbaro, accordo.

giovedì 25 febbraio 2016

MOSCHEE FUORI LEGGE

Inviato a 
info@cortecostituzionale.it
segreteria_presidente@regione.lombardia.it
La Corte (in)Costituzionale (di composizione anticostituzionale a causa di una legge elettorale dichiarata anticostituzionale, per cui sono di nomina anticostituzonale anche 2/3 della stessa Corte) ha bocciato la legge della Regione Lombardia che vieta la costruzione di moschee, pur essendosi la Regione dovuta riparare dietro la scusa che esse non sono conformi al piano urbanistico e architettonico della città. Al posto di Maroni avrei motivato diversamente il divieto.  Le moschee sono covi di propaganda di un libro che è contrario al nostro ordinamento giuridico (art. 8 Costituzione) e a vari articoli del Codice Penale.    
Ho lasciato quanto segue nel sito islamico 

Legge Anti Culto - CAIM

www.cai-milano.it/legge-anti-culto/
Il Corano deve essere posto fuori legge perché è una istigazione anche all'omicidio di massa (Sura V). Maledetti impostori che abusate di questa merda di democrazia. Inoltre in Italia deve essere proibito di usare l'arabo, dietro cui vi nascondete per ripetere tutte le escrescenze da pazzi contenute nel Corano. E nessuno ha il coraggio di dirlo. Tornate nelle fogne da cui siete usciti come topi di fogna. Ma voi siete peggiori e più pericolosi dei topi di fogna. Io nel mio blog (10 ottobre 2009) ho offerto un florilegio di quel libro per pazzi chiamato Corano, peggio del Mein Kampf di Hitler. Siete degli infiltrati alleati dello Stato peggiore della Terra, l'Arabia saudita, da cui siete finanziati e che dovrebbe essere espulsa dall'ONU perché in contrasto con la Carta dell'ONU. Maometto la più grande disgrazia della storia. Avete costretto Magdi Allam a vivere sotto scorta perché si è convertito al cristianesimo. E pretendete libertà per voi. SCHIFOSI.

Blog del prof. Pietro Melis: Il terrorismo nel Corano

pietromelis.blogspot.com/2009/10/il-terrorismo-nel-corano.html
20 ott 2009 - Propongo che si insegni nelle scuole il Florilegio del Corano che qui riporto. Mi meraviglio del fatto che Magdi Allam, convertitosi al ...

ALLA CORTE COSTITUZIONALE  (NUOVO PRESIDENTE PAOLO GROSSI, NATO NEL 1933)
A PAOLO GROSSI

voi parrucconi rincoglioniti - che eleggete sempre come presidente il componente più anziano (che dura in carica sempre per pochi mesi) per dargli uno stipendio maggiorato del 20% rispetto ai 360 mila euro (!) che percepiscono gli altri membri, in modo da avere a rotazione uno stipendio maggiore e una relativa pensione maggiore alla faccia dei poveri - dovreste leggere il Corano, questo ORRORE storico dell'umanità prima di dire che bisogna difendere la libertà di culto. IGNORANTI SE NON CONOSCETE IL CORANO O DISONESTI SE LO CONOSCETE. SIETE TUTTI DI COMPOSIZIONE ANTICOSTITUZIONALE A CAUSA DI UNA LEGGE ELETTORALE (PORCELLUM) DICHIARATA DA VOI STESSI ANTICOSTITUZIONALE, E PERTANTO GLI STESSI MEMBRI SI SAREBBERO DOVUTI DIMETTERE PERCHE' NOMINATI PER 1/3 DA PRESIDENTI DELLA REPUBBLICA NOMINATI DA PARLAMENTI ELETTI SULLA BASE DEL PORCELLUM E PER 1/3 DA QUESTI STESSI PARLAMENTI, DI COMPOSIZIONE PERTANTO ANTICOSTITUZIONALE. SIETE ANCHE VOI TUTTI ATTACCATI ALLA POLTRONA. 

FILOPENE

Un bambino di 8 anni ha inventato il termine petaloso. Grande successo e accoglimento dall'Accedemia della Crusca. Ma che mondo è questo? Si è persa la testa. Allora l'Accademia della Crusca mi accetti il termine filopene. Amante del pene. Valido per i finocchi.  Per le lesbiche non ho trovato un neologismo. A voi inventarlo. 

mercoledì 24 febbraio 2016

CAZZI AMARI...

per sodomiti e lesbiche. Sono disposti a rovinarsi la vita pur di avere un riconoscimento di normalità non potendo darselo da sé. Sono loro i veri omofobi (termine ormai abusato). Infatti dentro di sé si odiano perché riconoscono di essere  anormali. Ma pur di avere un riconoscimento legale della loro anormalità sono disposti a sopportare le conseguenze derivanti dalla rottura dell'unione (non del culo nel caso dei sodomiti perché quello ce l'hanno già rotto). Infatti rimane l'obbligo di mantenimento da parte di colui o colei che venga lasciato/a. Adesso saranno contenti di dover soffrire anch'essi come nel caso di matrimonio. Infatti potranno anch'essi rovinarsi economicamente come i normali con il matrimonio. Oltre che anormali anche stronzi. Molti mariti si sono rovinati dopo la separazione dalla moglie, perché non importa che la separazione avvenga per colpa della  moglie. Se questa  non è autosufficiente il marito le deve passare un assegno di mantenimento. Comunque, sodomiti e lesbiche non avranno diritto all'adozione. Punto fermo. Per i sodomiti rimane come unica soluzione il parto ANALE. E niente utero in affitto. Ma perché non hanno ancora incriminato per questo sodomiti come il senatore Sergio Lo Giudice e Nichi Vendola, che sono andati all'estero per pagare una donna affittandole l'utero? Hanno commesso un crimine. E' il risultato della corruzione portata dal capitalismo, che vuole distruggere la nazione per poi arrivare a distruggere anche l'identità sessuale dove il figlio è ridotto a merce del mercato globalizzato. Non deve più esistere la differenza tra uomo e donna, sostituita dalla teoria del gender, secondo cui la distinzione non deve avere fondamento naturale ma culturale. Il Consiglio nazionale dell'Ordine nazionale degli psicologi ha preso ufficialmente posizione appoggiando pienamente la posizione dell'Associazione Italiana di Psicologia ribadendo l'inconsistenza scientifica del concetto di “ideologia del gender”.
Sodomiti e lesbiche hanno goduto con la legge del beneficio di non essere sottoposti all'obbligo della fedeltà. E in verità l'art. 143 del Codice Civile dovrebbe essere riscritto laddove impone l'obbligo di fedeltà. Lo Stato non può intromettersi in una questione che riguarda i coniugi, i quali possono sposarsi con un matrimonio aperto, per reciproca convenienza anche senza amore e senza sentirsi obbligati alla reciproca fedeltà. Rimane la questione della pensione di reversibilità che i normali dovrebbero pagare a sodomiti e lesbiche, mentre dovrebbero essere aumentate le pensioni minime. Che aspettano a rivoltarsi i normali rifiutando di dover pagare le pensioni di reversibilità a questi anormali?  
Su questo argomento mi è stato suggerito da un commentatore il seguente articolo, che ho trovato veramente illuminante. Riporto qui una frase ancor più illuminante:
L'ANO NON è UN ORGANO SESSUALE, da quel buco le cose devono uscire e non entrare.

La Porta d'Oro: Sull'omosessualità

www.salvatorebrizzi.com/2016/01/sullomosessualita.html

Sapete che cos'è il FOENICULUM VULGARE?  Ecco: 


Finocchio
E' il caso di dire, come certi logici medievali nella disputa sugli universali: nomina sunt consequentia rerum
Chi è il finocchio? Uno che dice: "Ho abbandonato la retta via per la via del retto"

MALEDETTI PAPI

Ho ricevuto da CHANGE.ORG la seguente petizione. Ho firmato con il seguente commento. 
I maggiori colpevoli sono i papi, che non hanno mai condannato l'identificazione del natale e della pasqua con una strage di agnelli. Maledetti tutti gli ipocriti che mangiano agnello ma non avrebbero mai il coraggio di ucciderlo. Essi sono i mandanti che credono di avere le mani monde di sangue, mentre le hanno più sporche di quelle dei macellatori. L'agnello ha una affettività non minore rispetto a quella di un cane. 
Aggiungo qui quanto segue. La Sardegna esporta da sola la metà di tutti i cadaveri di agnelli che vengono mangiati in Italia per "santificare" quelle maledette feste di sangue che sono il natale e la pasqua. Ho inviato all'editore le prime bozze corrette del mio libro sulla storia dei sardi, dove ho usato l'espressione PASTORI SARDI BASTARDI. Per metà del libro ho riassunto e commentato la Storia di Sardegna e Storia della Sardegna moderna dal 1773 al 1779 del sardo Giuseppe Manno (1786-1868), che lasciò la Sardegna e divenne presidente del Senato del Regno piemontese. Storia che mette in luce tutte le lotte tribali di una popolazione vissuta negli odi reciproci, e che perciò non fu mai nemmeno un popolo. Subcultura pastorale con invidie distruttive di cui mai si sono spente le conseguenze. Popolazione di miserabili vittimisti che, invece, sono stati sempre carnefici di se stessi. Tuttora usano le bombe e le fucilate contro gli amministratori. Pastori anche deficienti che non hanno mai pensato, almeno, di migliorare le razze ovine, per utilizzarne la lana pregiata, come la lana merino o il cachemire. La lana sarda prima veniva utilizzata anche per fare tappeti, ora serve solo come isolante termico. Si aggiungano le periodiche epidemie della  lingua blu, per cui migliaia di capi debbono essere ogni anno uccisi. E questi subanimali che sono i pastori ricevono poi dei risarcimenti dalla Regione per ogni capo ucciso. La seconda parte del libro espone un mio programma politico che sorprenderà tutti, con un attacco feroce contro quel covo di superparassiti incompetenti del Consiglio regionale, che, specchio delle lotte perduranti tra i sardi, hanno venduto ai capitali stranieri la maggiore risorsa economica che è quella turistica. Basti pensare che è divenuto proprietario della famosa Costa Smeralda l'emiro del Qatar, finanziatore occulto dei tagliagole dell'ISIS. Ho trovato un editore coraggioso perché la grande editoria, di regime, mai avrebbe accettato di pubblicare il mio libro. Non esiste libertà di pensiero. Mi attirerò l'odio di QUASI tutti i sardi. Me ne frego. Più nemici più onore. Oderint, dum metuant.               
Ciao pietro,
tra poco sarà Pasqua e tante persone decideranno di comprare e di mangiare l'agnello. Per contrastare questa tradizione, Sante chiede alla Coop di non scontare più la carne d'agnello e di vendere, semmai, frutta e verdura a prezzi più vantaggiosi.

Cara @Coopitalia, aboliamo lo sconto sulla carne d'agnello, introduciamolo su frutta e verdura


Sante Secchi
Turate Como, Italy
Al presidente e al direttore delle Cooperative di consumatori Coop,
per il rilancio di una vera cooperazione, chiediamo, con l'approssimarsi delle festività pasquali, di eliminare definitivamente lo sconto del 50% sull'acquisto di carne d'agnello e di introdurre in sostituzione lo sconto del 50% su frutta e verdura in tutte le filiali.
In questo modo Coop contribuirà ad attuare una una politica sostenibile dal punto di vista ambientale - riducendo le emissione gas serra e i cambiamenti climatici - e a tutelare, nel contempo, la salute dei consumatori, soprattutto dopo il monito dell'Oms riguardo al rischio di cancro per il consumo di carne.

IN BOCCA AL LUPO! VIVA IL LUPO

Gli ignoranti rispondono "crepi il lupo". Non conoscono l'origine dell'augurio. Non capiscono la contraddizione consistente nel rispondere "crepi il lupo" se si è detto prima "in bocca al lupo". Forse credono alla brutta e diseducativa favola di Cappuccetto Rosso. Vi è da aggiungere la favola Pierino e il lupo musicata da Prokoviev. Favole che hanno portato ad odiare i lupi. Si sappia che il lupo non attacca mai l'uomo, di cui ha giustamente paura. Stare in bocca al lupo significa essere protetti dal lupo, come fa la lupa prendendo i cuccioli per i denti per portarli in luogo più sicuro. Rimane la leggenda della  lupa che protesse Romolo e Remo prendendoli per la bocca e poi allattandoli. Migliore dei due fratelli, di cui l'uno, Romolo, uccise l'altro.

martedì 23 febbraio 2016

MUSICA MAESTRO...

...DIRETTORE DI MERDA! ORCHESTRA FORMATA DA STU...PD E AFFINI

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