venerdì 31 gennaio 2014

W IL TIRANNICIDIO DI "RE GIORGIO"



Non ogni violenza è ingiusta. Lo disse già il giusnaturalista olandese del '600 UGO GROZIO nel De jure belli ac pacis. La violenza di una guerra difensiva è sempre giusta. E qui bisogna difendersi dalla violenza ingiusta di queste degradate e sporche istituzioni liberticide che con una legge elettorale anticostituzionale vorrebbero far fuori tutti i partiti che non siano coalizzati con una falsa sinistra e con una falsa destra. Persino un santo come il filosofo S. Tomaso giustificava il regicidio come tirannicidio. E qui siamo in presenza di un presidente della Repubblica eletto anticostituzionalmente da un parlamento eletto anticostituzionalmente con il porcellum. Un "re Giorgio" che merita il regicidio almeno perché di nomina anticostituzionale. Con il nuovo disegno di legge sulla legge elettorale (BASTARDELLUM) si arriverebbe ad una legge addirittura peggiore perché renderebbe impossibile la rappresentanza anche ad un partito che superasse il 20% nel caso in cui si andasse ad un ballottaggio. Se passasse questa legge liberticida bisognerebbe promuovere subito un referendum abrogativo e continuare a sollevare eccezione di anticostituzionalità anche se la Corte Costituzionale è anch'essa anticostituzionale nella sua composizione. Siamo caduti in una situazione di totale anticostituzionalità di queste istituzioni, che meritano dunque solo disprezzo, mentre esse con faccia tosta e disonesta pretendono di rappresentare il popolo. Non si può essere governati da una coalizione che raggiunga il 37% dei voti trasformando il 37% in 53% in parlamento con l'anticostituzionale premio di maggioranza. E ancor peggio se si dovesse decidere tra due coalizioni nel caso si andasse al ballottaggio, che significherebbe "o mangi di questa minestra o salti dalla finestra". Questi disonesti individui dei partiti si ammantano di perbenismo mentre sono delinquenti in guanti bianchi. Spero che Grillo si sia ricreduto su Rodotà che difende questa massa di delinquenti che siedono in parlamento.  
Cfr. quanto detto da molti costituzionalisti
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