martedì 27 settembre 2016

lunedì 26 settembre 2016

CONTRO IL FERTILITY DAY E PER I BENEFICI DI UNA DIMINUZIONE DELLA POPOLAZIONE

L'Italia non ha più bisogno di 8 milioni di baionette di epoca fascista. L'Italia ha un territorio già sovraffollato avendo solo 301.000 kmq e una popolazione di cittadini di 60 milioni, a parte gli straneri, e fare aumentare la popolazione è da pazzi. 
Circa vent'anni fa scrissi una lettera al Corriere della sera (e ricevetti lettere di adesione) immaginando che la popolazione dell'Italia si riducesse con il tempo alla metà di quella attuale. Quali sarebbero le conseguenze? Solo positive. 1) Non sarebbe più necessario continuare a costruire alimentando la speculazione edilizia e continuando a sottrarre spazi naturali (compresi quelli dedicati all'agricoltura); 2) Sparirebbero le orride periferie e si recupererebbero i centri storici; 3) L'inquinamento atmosferico verrebbe dimezzato e la viabilità non sarebbe più intasata; 4) Sparirebbe (o quasi) la disoccupazione perché non vi sarebbe l'attuale enorme concorrenza per un posto di lavoro; 5) La proprietà privata verrebbe raddoppiata insieme con il reddito. D'altronde, la ferrea legge di Vilfredo Pareto dice che la ricchezza di uno Stato è proporzionale al reddito e inversamente proporzionale alla popolazione. Dunque una delle due: o si produce continuamente di più (con conseguente aumento dell'inquinamento) per inseguire l'aumento della popolazione, oppure bisogna far diminuire la popolazione senza che sia necessario produrre ed inquinare di più per aumentare la ricchezza di un popolo.

Ecco perché Paesi come la Finlandia e la Svezia, avendo un rapporto ottimale tra estensione del territorio e popolazione, hanno uno sviluppo economico avanzato che permette un'assistenza sanitaria e sociale delle migliori. Ed è scientificamente dimostrato che la criminalità è proporzionale all'affollamento.

Palesavo anche il pericolo di una immigrazione dai Paesi islamici (da me definita come quarta invasione islamica dell’Europa, dopo quella araba e dei Turchi, selgiuchidi e ottomani). Anche qui i fatti mi hanno dato ragione. L’Europa vive oggi sotto il ricatto del terrorismo islamico.1

Non fui ascoltato, anche perché non riuscii a raggiungere una notorietà che mi consentisse di essere ascoltato. Coloro che hanno avuto successo in politica sono i veri falliti, responsabili della situazione di caos in cui ora versiamo anche a causa di una folle politica dell’accoglienza. Dal 1994 ho smesso di votare non riconoscendomi né a destra né a sinistra.

Aveva scritto Platone nelle Leggi a proposito dell’immigrazione: “Dopo vent’anni” - troppi – “gli immigrati prendano la loro roba e se ne vadano”. Già Platone aveva capito il pericolo di una immigrazione permanente, che avrebbe potuto espropriare gli ateniesi della loro politica e della loro identità se fosse stata concessa agli immigrati la cittadinanza.

La morale ideologica, che propaganda la società multirazziale, come se fosse un destino, e non il disegno di una follia politica, alimenta nuove malattie derivanti dall'incrocio di genomi che da sempre erano rimasti isolati In una società multirazziale aumenta la variabilità genetica, e conseguentemente l'incidenza delle mutazioni, con la corrispondente possibilità di aumento del numero di nuove malattie ereditarie, che non comparirebbero se i genomi rimanessero isolati. Una popolazione chiusa, come quella dell'Islanda, si troverà avvantaggiata quando si arriverà alla terapia genica delle malattie.

Le generazioni future, se continuerà la follia ideologica della società multiculturale e multirazziale, dovranno maledire le conseguenze di tale follia. Se ne accorgeranno nel mingere. Soprattutto se verrà attribuita la cittadinanza agli stranieri nati in Italia e a coloro che siano residenti da un certo numero di anni in Italia. Non sono capaci questi folli della politica di capire – oppure lo capiscono ma antepongono la morale del buonismo alla politica se non sono dei disonesti che vogliono prepararsi un pacco di voti a sinistra sperando che gli ex clandestini diventino cittadini – che essi stanno mettendo in essere la teoria di Marx dell'“esercito di riserva” di disoccupati che serve a tenere bassi i salari per aumentare il profitto delle imprese. E oggi questo “esercito di riserva” è già costituito dagli ex clandestini regolarizzati, pronti a prendere il posto di lavoro dei licenziati perché disposti ad avere salari più bassi. Se gli immigrati avranno la cittadinanza la situazione peggiorerà perché la disoccupazione si estenderà anche per i posti di lavoro socialmente più qualificati. E' evidente, infatti, che i figli degli ex clandestini non si adatterebbero a fare i lavori che – si dice – gli italiani disoccupati non vogliano fare , e aumenterebbero la concorrenza per i lavori socialmente qualificati. Non sapendo resistere alla coalizione cattocomunista, anche la cosiddetta destra vorrebbe estendere la cittadinanza agli ex clandestini. In tal modo gli ultimi arrivati, divenuti cittadini, avrebbero gli stessi diritti degli italiani che hanno avuto come antenati coloro che, nell'arco di secoli, per una lunga serie di generazioni, combatterono per l'Italia, anche con sacrificio della vita, sino alle due guerre mondiali. Ognuno eredita anche le benemerenze dei suoi avi, che verrebbero vanificate se si concedessero eguali diritti agli ultimi arrivati, anche se non abbiano particolari benemerenze.

Purtroppo la classe operaia è stata sostituita dalla falsa sinistra con la classe degli sbandati, dei drogati, degli omosessuali, dei frichettoni dei centri sociali, degli immigrati con o senza lavoro, complice di una politica che va a danno della classe operaia. Una sinistra traditrice di Marx. E' un paradosso.

Si sta ripetendo quanto Montesquieu aveva rilevato in Considerazioni sulle cause dell'ascesa dei Romani e della loro decadenza (cap. 18), spiegando che una delle cause della decadenza dei Romani fu l'accoglimento dei barbari come federati e la loro inclusione negli eserciti:“I Romani dovettero cercare di placare con il danaro i popoli che minacciavano un'invasione. Ma la pace non è cosa che si compri perché chi l'ha venduta una volta non è in grado di farla ancora comprare...I barbari assoldati (negli eserciti) dai Romani...abituati a cercare più il bottino che l'onore, erano insofferenti della disciplina militare...Un ministro o qualche altro potente ritenne utile, per avidità, per desiderio di vendetta o per ambizione, far entrare i barbari nel territorio dell'Impero, non esitando ad abbandonarlo al saccheggio e alla devastazione”. Aggiunge Montesquieu in una nota che “ciò non deve meravigliare se si pensa alla loro vicinanza con popoli che erano stati nomadi, che non conoscevano alcuna patria e che spesso si accordavano con il nemico che li aveva vinti per lanciarsi contro il loro stesso popolo”.

Si aggiunse poi la Chiesa, che con il voler convertire i barbari che invadevano l'Impero, cooperò con la sua predicazione a demotivare la resistenza e la difesa dei confini dell'Impero.

Oggi si sta ripetendo lo stesso fenomeno dell'antichità.

1) Da una parte la politica dell'accoglienza che crede di poter integrare gli islamici, pur essendo questi senza patria perché si sentono appartenenti all'Islam più che ad uno Stato, e - al contrario dei barbari che invasero l'Impero, che si convertirono spontaneamente al cristianesimo – non sono convertibili, non dico al cristianesimo, ma ad una concezione laica dello Stato. Per gli islamici vale quanto lo storico Giorgio Falco (La Santa Repubblica cristiana, cap.V) scrisse riferendosi alla forzata coabitazione di Goti e Romani: “Essi dovevano formare due società distinte, rispettivamente giustapposte o sovrapposte”. Nonostante fossero entrambi cristiani, ma i primi ariani e i secondi cattolici. Due società parallele con netta separazione etnica, con tribunali separati e Chiese separate, con proibizione di matrimoni misti, secondo la politica intrapresa da Teodorico (493-526). Questo fu il risultato dell'avere accettato i barbari entro i confini, come fece, per esempio, Costantinopoli dopo il disastro della battaglia di Adrianopoli (378), che indusse l'imperatore Teodosio ad incorporare i vincitori Visigoti nell'esercito con un “patto di alleanza” accettando la condizione che essi conservassero i loro diritti e i loro costumi. La conseguenza fu che successivamente l'Impero d'Oriente, pur di liberarsi dei Visigoti, del tutto inaffidabili perché non integrabili, spregiudicatamente li dirottò verso Occidente, con il conseguente sacco di Roma (410), prima che essi stabilissero in gran parte della Gallia e della Spagna. E quando il generale romano Oreste nominò come imperatore il figlio Romolo, detto ironicamente Augustolo, Odoacre, capo delle milizie barbariche, sconfisse Oreste e depose il figlio dichiarandosi re d'Italia e ponendo fine, anche nominalmente, all'Impero d'Occidente.

Al contrario, l'Impero d'Oriente riuscì a sopravvivere perché conservò una omogeneità culturale in cui, sulla base di una concezione cesaropapistica del potere, l'imperatore era anche capo della Chiesa e perciò garante dell'unità religiosa. La scissione religiosa tra la Chiesa di Roma e quella di Costantinopoli fu la causa maggiore della debolezza dell'Impero d'Oriente (bizantino da quando il greco divenne lingua ufficiale), lasciato solo dal Sacro Romano Impero di fronte ai ripetuti assalti degli arabi e dei turchi, con la fine dello stesso Impero bizantino e con la conquista turca di Costantinopoli (1453). Il cristianesimo, con le sue scissioni interne, fu vittima più di se stesso che delle armi islamiche.

2) Dall'altra l'odierno ecumenismo interreligioso della Chiesa cattolica che ha posto le basi di una sua autodissoluzione, mentre, contraddittoriamente, rivendica le radici cristiane dell'Europa e ne ha sempre chiesto il riconoscimento nel Trattati europei, prima di Nizza (2001) e poi di Lisbona (2007).

Una Chiesa schizofrenica, che coopera all'autodissoluzione dell'Occidente con la politica d'accoglienza degli islamici, molto peggio dei barbari germanici perché non convertibili alle tradizioni occidentali.

E' stupefacente il fatto che oggi la stessa Chiesa, dimentica della sua storia, si richiami alla libertà religiosa per alimentare la propaganda islamica, andando contro lo stesso Vangelo, perché fa finta di ignorare le frasi di Gesù: "chi non è con me è contro di me" (Matteo, 12, 30);"Non pensate ch'io sia venuto a metter pace; non son venuto a metter pace ma spada" (Matteo, 10,34). Ove "spada" ha un significato metaforico, e non fisico, come nel Corano, ove la spada serve per massacrare in non credenti in Allah. Non valgono a favore degli islamici nemmeno le parole meno restrittive che Gesù rivolse ai discepoli: "Chi non è contro di noi è per noi" (Marco, 9,40). Se ne deduce che i veri cristiani dovrebbero dire, quanto meno: chi è contro di noi non è per noi. Infatti, in base al Corano, tra gli infedeli, da combattere, sono compresi anche i cristiani, soprattutto per avere concepito la trinità e per avere considerato Gesù figlio di Dio, invece che solo uomo. Né gli islamici perdonano ai cristiani di avere scritto che Gesù morì in croce e risorse. Secondo essi in croce morì un sosia di Gesù. Solo un pazzo poteva scrivere una cosa simile.


1 V. l'articolo della sociologa Ida Magli pubblicato su Il Giornale del 9 agosto 2009, riportato nel mio blog (pietromelis.blogspot.com) in data 19 marzo 2010 sotto il titolo “Il fenomeno devastante dell'immigrazione”.





Già nel 2006 l'arcivescovo di Milano Tettamanzi dichiarò che il suo dovere di prestare tutela a tutti discende dalla missione di annunciare il vangelo (Corriere della sera, 28 maggio 2006). Aggiunse che gli islamici hanno diritto ad avere una moschea in ogni quartiere. La Chiesa, in tal modo, non soltanto ha rinunciato anche all'uso metaforico della spada contro gli islamici, avendo rinunciato a fare azione di proselitismo nei loro confronti, sapendo che sarebbe tempo perso, oltre che pericoloso, ma li accoglie in un connubio ecumenico e antievangelico. La morale della solidarietà entra subito in ballo per propagandare la politica dell'accoglienza di ogni sorta di rifugiato, anche quando essa sia in palese contrasto con il diritto.

La Convenzione di Ginevra del 1951 relativa allo status dei rifugiati recita: Il rifugiato è colui "che temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese; oppure che, non avendo cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di tali avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra".

Come si vede, non vi è alcun riferimento ai rifugiati di guerra ed economici. Un perseguitato politico, per esempio, ha diritto d'asilo. Ma non possono accampare diritto d'asilo i rifugiati di guerra (provenienti da Paesi in cui vi siano guerre civili, come in Somalia, in Eritrea, etc.) e i rifugiati economici.

I disonesti, di fronte alla politica dei respingimenti, hanno dichiarato che prima si sarebbero dovute verificare le domande di asilo. Come se fosse possibile distinguere tra aventi e non aventi diritto d'asilo trattandosi di fuggitivi provenienti dagli stessi teatri di guerra, che sono affari loro, se hanno voluto l'indipendenza.

Se l'Europa (già affollata dagli europei) avesse il dovere di accogliere i rifugiati di guerra ed economici provenienti da tutti i Paesi del mondo ove vi siano fame o guerra, si voterebbe alla sua autodissoluzione. E la Turchia sarebbe ben contenta di spedire in Italia, ventre molle di un'Europa senza coglioni, ma con governi coglioni, gli odiati Kurdi. A tutti i folli della politica che blaterano di doveri morali e di soccorsi umanitari (con il tam tam della Chiesa) bisognerebbe domandare su quali basi essi pretendano di doversi fare carico dell'assistenza ai rifugiati di guerra ed economici. Per quanto riguarda i Paesi africani (in cui vi sono farse di governi, incapaci e corrotti) si può dire che essi hanno voluto la bicicletta (l'indipendenza). E dunque che pedalino senza venire poi ad affollare ancor di più l'Europa. Ad essi sarebbe convenuto rimanere sotto governi europei, per richiedere il diritto di cittadinanza in quanto appartenenti a province africane.1 I soliti idioti (o disonesti) dicono che anche gli italiani sono stati un popolo di emigranti. Ma allora l'emigrazione avveniva provenendo da spazi ristretti verso spazi larghi (gli Stati Uniti, l'Argentina, il Brasile etc.). Ora sta avvenendo il contrario. Da grandi spazi, dell’Africa e dell’Asia, verso piccoli spazi, dell’Europa già affollata. Di questo passo gli europei se ne dovranno andare per lasciare il posto a questi nuovi invasori, che più sono poveri e più sono capaci di fare l'unica cosa che sono capaci di fare: far figli come conigli in allevamento, aumentando la fame nel mondo. .
Se non si sostituisce al folle jus soli l'jus sanguinis come fondamento della cittadinanza – con eccezioni per particolari benemerenzesi deve accettare l'assurdo di un neonato che acquisti la capacità di estendere ai genitori, anche se clandestini, la cittadinanza, mentre, in alternativa, i genitori, se non volessero abbandonare il neonato a causa della loro espulsione, dovrebbero portarlo con sé nel Paese di origine vanificando la cittadinanza acquisita dal figlio, che avrebbe, tuttavia, una doppia cittadinanza, quella acquisita e quella dei genitori. Ciò in contrasto con il principio dell'jus sanguinis sulla base del quale la legge italiana assegna la cittadinanza italiana al figlio di una coppia di italiani nato in un Paese straniero.




1 Così considerava l'Angola e il Mozambico il dittatore del Portogallo Salazar.

sabato 24 settembre 2016

LETTERA APERTA A RENATO BRUNETTA

Dopo la trasmissione


21:10
Speciale TgLa7 - Speciale: referendum, si o no?
Speciale tg a cura della redazione News dedicato al Referendum. Conduce Enrico Mentana dalla festa dell'Unità di Roma
Inviato a r.brunetta@camera.it 
L'ho ascoltata nella trasmissione di Mentana. Tra le altre cose giuste contro quella che anche lei ha chiamato la schiforma della Costituzione ha rilevato l'assurdo che una schiroma della Costituzione venga fatta da "un parlamento illegittimo" (sic!) a causa del fatto che esso sia stato eletto sulla base di una legge elettorale (porcellum) dichiarata anticostituzionale anche  per il fatto di  avere incluso un premio di maggioranza. Inoltre ha rilevato che alla Camera vi sono stati ben 140 transfughi e al Senato ve ne sono stati 50. Dunque un parlamento che in buona parte ha tradito il voto dell'elettore. Ma per coerenza, come ripetutamente ho scritto sia nel blog che in due miei libri, avrebbe dovuto andare avanti ricavandone le ulteriori conseguenze. Non solo questo parlamento, ma anche i due precedenti (XV e XVI legislature)  erano illegittimi perché eletti sulla base del porcellum. E chi ha voluto ed approvato il porcellum nel 2005? Un parlamento in cui vi era una maggioranza di centro destra di cui anche lei faceva parte. Dunque anche lei aveva approvato il porcellum. Come mai ha aspettato che fosse la Corte Costituzionale a dichiararlo anticostituzionale? Una legge elettorale che poi, come un boomerang, si è rivoltata contro Berlusconi facendo vincere Prodi nel 2006. Governo durato due anni. Nel 2008 si sono tenute nuove elezioni sempre con il porcellum. E lei ancora non ha avuto alcunché da dire contro il porcellum. Poi vi sono state le dimissioni di Berlusconi nel 2011  e nuove elezioni nel 2013 sempre ancora con il porcellum. E lei ancora zitto.  Questo parlamento illegittimo (meglio: cioè di composizione illegittima), come i due precedenti hanno eletto per due volte un presidente della Repubblica (Napolitano) la cui elezione avrebbe dovuto essere considerata di riflesso anch'essa anticostituzionale. E lei sempre zitto quando la seconda volta è stato eletto anche con i voti del centro destra. Ma non basta. I membri della Corte Costituzionale vengono nominati per 1/3 dal parlamento e per un altro terzo dal presidente della Repubblica. Nemmeno lei ha considerato il paradosso di una Corte Costituzonale che dichiara anticostituzionale una legge elettorale mentre 2/3 dei suoi membri sono da considerarsi anch'essi di riflesso illegittimi. In base al famoso brocardo quod nullum est nullum  producit effectum.  Se i parlamenti dal 2005 al 2013 sono illegittmi perché eletti sulla base di una legge elettorale anticostituzionale, l'illegittimità della causa produce necessariamente conseguenze illegittime. Sono dunque da considerarsi anticostituzionali anche le nomine di 2/3 della Corte Costitizionale, la duplice nomina di Napolitano e la successiva nomina di Mattarella. Ma lei ha taciuto su tutto ciò. Come tornare nell'alveo della Costituzione? L'unica soluzione coerente, non ve ne è un'altra, consisterebbe nelle dimisioni in blocco di 2/3 dei membri della Corte Costituzionale, nelle dimissioni di Mattarella e nell'autoscioglimento di questo illegittimo parlamento. Mi rendo conto che gli interessati mai sarebbero disposti a mollare le loro poltrone, a cominciare da quelle scaldate dai membri della Corte. Perché purtroppo questo è uno Stato di poltronisti che mai rinuncerebbero alle loro attuali poltrone. Ma come può uno Stato pretendere onestà dai cittadini se la maggiore disonestà proviene da tutte le sue maggiori Istituzioni?  Eppure una soluzione vi sarebbe almeno da una parte di questo parlamento illegittimo di cui lei fa parte. DIMISSIONI IN BLOCCO DI TUTTI I DEPUTATI DI FORZA ITALIA di cui lei fa parte per causare l'autoscioglimento del parlamento illegittimo. In questo modo si impedirebbe il referendum sulla schiforma della Costituzione e della connessa legge elettorale italicum anche peggiore del porcellum. Lei adesso si è svegliato solo perché fa propaganda per il NO. E questo va bene. Ma non si accorge che lo stesso votare NO (eppure non vi è alternativa per evitare che con il sì si instauri la dittatura anticostituzionale di una minoranza) significa riconoscere validità ad un referendum voluto da un parlamento illegittimo?  Dunque l'unica soluzione, a parte l'illegittimità dei 2/3 della Corte Costituzionale e della nomina di Mattarella, è l'autoscioglimento di questo illegittimo parlamento. Il nuovo parlamento non avrebbe bisogno di una nuova legge elettorale perché  automaticamente riprenderebbe vigore la legge elettorale che vigeva prima del porcellum. E il nuovo parlamento per ulteriore coerenza dovrebbe chiedere le dimissioni di 2/3 della Corte Costituzionale  e di Mattarella. Una rivoluzione? Sì, è vero. Ma almeno, in subordine, male minore, proponga a Forza Italia (se non anche ad altri partiti, non certamente al PD) le dimissione in massa per liberarci per sempre di un parlamento illegittimo e di uno sgoverno che ha a capo uno che è una vera disgrazia per tutta l'Italia.                  

COME MI IMMAGINO LA FINE DI QUESTO SGOVERNO

L'Italia ha la classe politica che si merita

venerdì 23 settembre 2016

MORALE E DIRITTO. L'EUROPA E LA FINE DELL'IMPERO ROMANO

Si sta procedendo all'africanizzazione e islamizzazione dell'Europa come se l'invasione fosse un fatto ineluttabile, un destino, e non la conseguenza di governi imbelli contagiati dalla malattia mentale della società multiculturale e multirazziale, con la solita confusione tra diritto e morale, contro cui mi sono battuto sempre nei miei testi filosofici. Non si può imporre la morale con le leggi. La morale riguarda il comportamento individuale perché non tutto ciò che è immorale può configurarsi come reato. Nessuno ha l'obbligo per legge di soccorrere gli altri fuori del caso, per esempio, del mancato soccorso in caso incidente stradale. Ma direi piuttosto che in questo caso si ha un dovere convenzionale dettato dall'interesse reciproco perché potrei io stesso avere bisogno di essere soccorso. Il termine "solidarietà" usato in politica è quello che massimamente esprime la confusione tra morale e diritto giacché questo termine appartiene alla morale e non al diritto. Termine dunque che deve essere espunto dalla politica. Ciascuno si sceglie liberamente i suoi sodali, che la legge non gli può imporre. La morale è legata sempre a fattori culturali perché ogni popolo ha le sue tradizioni fondate su determinati valori morali che però non dovrebbero essere confusi con le questioni di diritto che io ho sempre ritenuto fondate sul diritto naturale. Il quale non implica affatto che io abbia il dovere di occuparmi dei mali altrui personalmente. La norma evangelica "ama il prossimo tuo come te stesso" è puramente morale. Non applicabile sul piano del diritto. Esso infatti porta all'assurdo ulteriore di dover evangelicamente amare i miei nemici. Hegel (in polemica sottintesa con Kant che aveva fondato il diritto naturale sul fatto che l'uomo fosse innanzi tutto un soggetto morale e che perciò le norme del diritto presupponessero l'imperativo categorico della morale) nei suo scritti giovanili sul cristianesimo ha ironizzato pesantemente sulla morale cristiana scrivendo che uno Stato che la applicasse di autodistruggerebbe. Hegel nella sua maturità ha poi scritto (Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio) che la morale universale è una pura astrazione, un momento della dialettica dello Spirito oggettivo che deve far confluire la morale nell'etica intesa come espressione delle leggi di uno Stato. E' vero che in questo modo Hegel introduceva il relativimo culturale nelle questioni di diritto, ma un relativismo che comunque assorbiva la morale astratta di Kant nel diritto delle leggi di uno Stato. Non sottraendosi in questo modo alla guerra tra diversi sistemi di legislazione degli Stati. Il sociologo e filosofo Max Weber ha detto che non si uscirà mai dalla "lotta mortale tra valori morali". E oggi stiamo assistendo ad una nuova lotta tra opposti valori morali. L'Occidente non potrà mai convincere gli islamisti di avere dei valori morali superiori. Il relativismo può essere  superato soltanto con la distinzione tra morale astratta (universalistica) che comanda di fare del bene e diritto naturale che (su questo punto si può recuperare Kant) comanda  di non fare del male. In Tribunale non si è condannati per non avere fatto del bene, ma per avere danneggiato gli altri, secondo la norma del diritto naturale di Ulpiano NEMINEM LAEDERE. Orbene, alla luce di tutto ciò la questione dell'immigrazione deve essere trattata sulla base della distinzione tra morale e diritto. Lo Stato non può imporre l'accoglienza dei cosiddetti migranti, che io chiamo invasori, sulla base di una concezione moralistica che impone di fare del bene.  Tutte le leggi di uno Stato debbono essere inquadrate entro la visione di un contratto sociale  che è alla base dei rapporti tra cittadini, come ha insegnato Rousseau (Contratto sociale). Questi invasori non fanno parte del contratto sociale in quanto non sono cittadini, sebbene la confusione tra diritto e morale abbia portato ad equiparare gli stranieri ai cittadini trasformando gli invasori in gente accampante diritti in casa d'altri, per esempio nell'assegnazione delle case popolari. La politica moralistica dell'accoglienza fa strame del diritto a danno dei cittadini anche perché in questo modo si alimenta quello che Marx chiamava "esercito di riserva dei disoccupati" che serve a mantenere bassi i salari. Questi cosiddetti migranti hanno aumentato l'esercito di riserva quando riescano ad avere un lavoro, ma facendo concorrenza ai cittadini disoccupati, che non accettano di essere mal pagati, mentre per gli invasori il discorso è diverso perché le loro condizioni sarebbero comunque migliori di quelle che avrebbero nei Paesi da cui sono venuti senza essere richiesti. E bisogna smontare per sempre l'irritante cantilena da dementi o da disonesti che anche gli italiani sono stati migranti. Allora l'emigrazione avveniva da piccoli spazi già affollati verso grandi spazi come le Americhe. Ora sta avvenendo il contrario, come se l'Europa, già affollata, avesse il dovere MORALE di accogliere questi invasori, di cui poi solo una minoranza ha trovato lavoro facendo concorrenza ai cittadini aumentando lo sfruttamento della mano d'opera per un maggiore profitto. Gli altri sono dei nullafacenti senza lavoro, per lo più clandestini, che vivono nei cosiddetti centri di accoglienza che costano ai cittadini miliardi di euro o stanno a fare sosta ai semafori o nei parcheggi taglieggiando coloro che cercano un parcheggio, dovendo subire il ricatto di questi individui  che, se non paghi il pizzo, ti fanno trovare l'auto danneggiata. Quando non sono degli spacciatori di droga. La follia maggiore consiste nell'andare a prendere con le navi questi invasori sulle coste della Libia e ora anche dell'Egitto (Stato in cui non vi è guerra civile). E li chiamano profughi. Vi è un progetto folle o disonesto dettato dai dementi o dai disonesti che ritengono che sia un destino la società multiculturale e multirazziale, con la distruzione dell'identità dei popoli europei oppure da coloro che, pieni di sentimento morale, ma privi di ragione (cioè nella perdurante confusione tra morale e diritto), stanno, oltre tutto, islamizzando l'Europa. Il terrorismo islamico è frutto della demenza dei governi europei sostenuti dall'ideologia malata della società multirazziale. Se non  si pongono argini contro questa invasione facendo uno sbarramento di fronte alle coste della Libia e ora dell'Egitto, l'Europa verrà africanizzata e islamizzata. Un' Europa la cui folle politica dell'accoglienza si accompagna alla convinzione di poter integrare questi invasori pur nella impossibilità di una integrazione a causa di opposti valori morali. Perché non vi potrà mai essere integrazione con gli islamici, a cui è fatto divieto, a causa del Corano, la maggiore disgrazia della storia,   di avere una concezione laica dello Stato. Basta vedere come le donne appaiono assoggettate agli uomni anche nella visibilità dell'abbigliamento. E qui mi aiuta Montesquieu che in Considerazioni sulle cause della grandezza e decadenza dei Romani ha scritto  che tale decadenza iniziò quando l'impero romano, giunto alla sua massima espansione con Traiano, credette di poter integrare anche negli eserciti le popolazioni barbariche invece di combatterle. Ma "la pace non si compra" dice Montesquieu, più che mai attuale. L'Europa farà la fine dell'impero romano se continuerà nella follia dell'accoglienza.                                   




giovedì 22 settembre 2016

QUELLA UMANA E' LA SPECIE PEGGIORE DELLA TERRA

Essa, a parte una minoranza a cui appartengo, è una anomalia della natura. Sono costretto a non avere più  sentimenti di pietà per le disgrazie umane. Se essi non hanno pietà per le sofferenze degli animali, ridotti a merce negli allevamenti di morte, se quasi tutta questa specie è costituita da ipocriti che sono i mandanti delle crudeltà sugli animali per il solo fatto che mangiano carne ma demandano ai macellatori lo sporco lavoro cibandosi di cadaveri allora che crepi pure questa umanità. Me ne frego dei terremotati di Amatrice, delle loro sofferenze, mentre dovrebbero vergognarsi della matriciana. Godo degli invasori morti affogati anche perché sono tra coloro che prolificando aumentano la fame nel mondo antropizzando la Terra. 
FONTE

L'insensibilità dei cadaveriani


Guaira Jaramillo Nitoglia: L'essere umano è la peggior razza animale che esiste sulla faccia della terra, pur essendo cosciente e avendo un intelletto relativamente più sviluppato e pur sapendo che uccidere un agnello è come uccidere un bambino si ostina a mangiare carne. CHE SCHIFO!
          
In una vita precedente era un uomo

mercoledì 21 settembre 2016

CON IL PROPORZIONALE L'ITALIA SI LIBERA DELLA DITTATURA DI UN PAZZO

L'origine del male sta nel fatto i costituenti nel 1946 non introdussero la legge elettorale nella Costituzione pur avendo in mente il proporzionale che davano come scontato. Si dice che subito dopo le elezioni bisogna sapere chi ha vinto. Ma con l'italicum si può sapere solo quale sia la minoranza del 20-30% a cui affidare la maggioranza assoluta in parlamento, anzi in una Camera senza più un Senato ridotto ad una paglicciata di consiglieri regionali e di sindaci non eletti direttamente dai cittadini e investiti di una doppia carica con il premio di un viaggio a Roma per fare nulla essendo privato del potere di fare leggi nazionali. Infatti la schiforma della Costituzione non ha precisato quali compiti precisi esso abbia pur sapendosi che esso viene privato della facoltà di sfiduciare il governo. Gli attuali senatori della falsa maggioranza sono anche dei coglioni pronti a "suicidarsi" perché non verrebbero rieletti al Senato e dovrebbero porsi in lista per avere una poltrona alla Camera. Ma chi se ne frega di un Senato ridotto ad un ectoplasma! Una schifoma approvata da un parlamento doppiamente illegittimo perché formatosi con una legge elettorale (porcellum) dichiarata anticostituzionale e perché avente una maggioranza (risicata al Senato) ottenuta grazie ad una massa di trasfughi traditori del voto degli elettori perché passati ad altro partito o costituitisi come nuovo partito senza la verifica delle elezioni. E ciò a causa del disgraziato art. 67 della Costituzione che prevede l'assenza di vincolo di mandato. Come se l'eletto rappresentasse tutta la nazione e non invece quel partito entro il quale è stato eletto. L'avere poi abbinato la schiforma della Costituzione all'italicum nel referendum disgraziatamente confermativo (cioè senza il quorum previsto per il referendum abrogativo) è quanto di più pazzesco potesse concepire questo pazzo girogavo per il mondo quasi avesse il dono dell'ubiquità. Uno che si è affittato un aereo personale che costa 20.000 euro al giorno. Forse è per questo che sta sempre in viaggio. Va negli Stati Uniti per farsi consacrare da quel fallito mezzo negro che è Obama. Aspettando Trump. Ma se l'italicum verrà riformato con l'introduzione del proporzionale in rispetto della rappresentatività, che dittorialmente il pazzo vorrebbe sostituire con la governabilità ad ogni costo, dando il potere assoluto ad una minoranza, che potrebbe essere per ulteriore disgrazia quella dei PDioti, allora sarà la fine della resistibile carriera di questo esagitato da trattare con TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio). Con il proporzionale bisognerà fare i conti con gli altri, buoni o cattivi non importa. Il proporzionale lo ucciderà. Importa che un governo si fondi sulla volontà della maggioranza degli elettori. Ed io aggiungo che sarebbe giusto tener conto degli aventi diritti al voto, in modo che il numero degli eletti sia  proporzionale al numero dei votanti (fatta salva una soglia fisiologica del 20% di non votanti). Perché è troppo comodo non tener conto del voto degli astenuti. Sì, perché anche il non voto è un voto. E' un voto di sfiducia. E' una negazione di fiducia quando uno, come me, non si senta rappresentato in tutto da alcun partito e che negli ultim anni si è presentato al seggio elettorale per essere iscritto nel registro per poi rifiutare la scheda elettorale, con la conseguenza che, in base ad una vecchia circolare ministeriale, il presidente del seggio deve mettere a verbale il motivo del rifiuto della scheda. Non essendo accettate parolacce dichiaro che non mi sento rappresentato da alcun partito. Non posso votare per la Lega di Salvini nonostante sia il partito che preferirei in quanto l'unico chiaramente contrario all'invasione islamica, all'Unione Europea e a quella moneta straniera che è l'euro, in alleanza con il partito della Le Pen, per cui vota l'animalista Brigitte Bardot. E la ragione è unica. Putroppo la Lega è il partito che nel nord raccoglie più voti da quella lurida genia di individui che sono i cacciatori. Non posso votare per 5 Stelle perché sono ambigui e ondivaghi nei loro programmi. Dicono e non dicono su tante questioni, compresa l'UE e l'euro. Sinora hanno dimostrato di non essere affidabili, come ha dimostrato il pasticcio di Roma, dove ancora non sono riusciti a nominare tutti gli assessori, tra sbandamenti continui. La Raggi sinora ha dimostrato di essere senza nerbo. Non si sa chi comandi a Roma. Chi vivrà vedrà. Importante per chi  non è rigoroso e coerente come me è votare NO al referendum per far fuori questo usurpatore girovago disonesto venditore di fumo che tira ogni giorno a campare regalando mancette ogni volta che si avvicina una scadenza elettorale. Schifoso individuo. Uno che abbaia alla luna facendo finta di saper opporsi in Europa mentre nessuno lo caga in politica estera. Ha detto che se l'Europa non lo aiuta l'Italia farà da sola. Sì, l'Italia farà da sola: si porterà da sola in casa gli invasori dall'Africa, per di più islamici, andando a prenderi sulle coste della Libia, facendo dell'Italia la pattumiera dell'Africa, continuerà a riconoscere un inesistente governo islamico di Tripoli, fantoccio dell'ONU, mentre l'uomo forte della Libia è il generale Haftar del governo laico di Tobruk, che ha occupato i pozzi petroliferi e con cui l'Italia si sarebbe dovuta mettere d'accordo per impedire la partenza dei barconi, aumenterà da sola il debito pubblico, continuerà a mantenere la legge Fornero rubando i soldi ai pensionati per finanziare i nullafacenti dei cosiddetti centri di accoglienza che costano (si dice) 4 miliardi di euro, regala soldi ai fondi comuni di quella disgrazia di Unione Europea in giusto disfacimento mentre basterebbero 7 miliardi di euro (secondo conti documentati) per abolire la legge Fornero e riportare l'età del pensionamento a 65 anni liberando posti per i giovani, a causa del jobs act continuerà ad aumentare i licenziamenti e la disoccupazione, data all' 11% (33% quella giovanile). Il resto è solo disonesta annuncite: abbassamento delle tasse, abolizione del bollo d'auto, etc. Questo paranoico da barzelletta, convinto di non dover ascoltare alcuno tranne se stesso,  mi fa ricordare una barzelletta: Cesare! Il popolo chiede sesterzi. Rispondi che vado diritto. Quousque tandem PDota abutere patientia nostra?              

Il M5S scarica l'Italicum:
"Legge antidemocratica"



Quel fottutissimo genio di Kalergi